Attenzione
«Un supermercato al centro commerciale»
Lo chiedono i negozianti della 167 Ovest dopo la chiusura di Todis. Bocciato il megastore di elettronica
FOLLONICA. «Al Centro commerciale serve un supermercato non una rivendita di elettrodomestici». C'è molta preoccupazione alla 167 Ovest per il destino della struttura di via Nenni dopo la notizia della chiusura del Todis, discount alimentare, che dal 2003 aveva preso il posto della Conad: il timore sia per chi ha la propria attività all'interno del centro commerciale ma anche per i residenti della zona è che il negozio venga sostituito con un punto vendita di una grande catena di elettronica, fatto che poco risponderebbe alle esigenze di un rione con circa mille residenti e ad una struttura che ospita molte attività che grazie alla presenza di un alimentari lavoravano quotidianamente. «Non dimentichiamo che stiamo affrontando una ristrutturazione importante che ci sta constando molto – dicono i negozianti – Non possiamo permetterci di non avere più quella clientela quotidiana che porta un supermercato: tra l'altro il centro commerciale è nato dopo una delibera comunale nella quale appunto si prevedeva la presenza di un alimentari. La voce insistente è che a prendere il posto del Todis sarà una catena di elettronica: se così fosse con ogni probabilità saremmo costretti a chiudere dopo alcuni mesi, non possiamo lavorare solo il sabato o la domenica non è con questa filosofia che è nata questa struttura». I timori sono tanti e il rischio è che il centro commerciale di via Nenni perda la sua identità. Dello stesso pensiero dei commercianti sono gli esponenti di Rifondazione comunista che oltre ad esprimere vicinanza ai lavoratori che con la chiusura del Todis perderanno la loro occupazione, si chiedono se sia normale che una zona come la 167 Ovest rimanga senza un tale servizio, essenziale soprattutto per i pensionati del quartiere. «Se per i più giovani sarà possibile spostarsi in altre zone della città, come faranno le persone più anziane? - si domandano da Rifondazione - I servizi pubblici sono, purtroppo, quelli che sono e comunque spostarsi con le borse della spesa piene e pesanti non è certamente facile per una persona in età media, figuriamoci per gli anziani. Un quartiere dove inoltre manca una farmacia, nonostante la raccolta firme di qualche anno fa mai presa in considerazione dalle amministrazioni comunali: anzi, è stato deciso di posizionarla in un altro quartiere e per di più di fronte ad una parafarmacia. Un quartiere dove manca una banca od un semplice servizio bancomat, costringendo i residenti ad andare in centro. Insomma, un quartiere che rischia di rimanere abbandonato ed isolato a se stesso: un quartiere dove i servizi essenziali sono quasi assenti». Quello che chiedono dal partito il primo cittadino Andrea Benini si esponga, come accaduto in passato per altre situazioni simili, anche in questo frangente per far sì che il centro commerciale non decada. (p.v.)
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