Gioco
Pesticidi, scatta l’obbligo del patentino
Da giovedì 26 novembre per comprare e usare prodotti fitosanitari si deve frequentare un corso e passare un esame
GROSSETO. Per qualche giorno dovranno lasciare zappa e annaffiatoio e prendere in mano quaderno e penna, se vorranno continuare a coltivare insalata, pomodori, fagiolini, mele e quant’altro, usando concimi e pesticidi professionali. Da giovedì 26 novembre, infatti, per comprare – ma anche per vendere – prodotti fitosanitari, cioè insetticidi, funghicidi, fertilizzanti, perfino il tradizionale verderame, bisogna avere il patentino. E per averlo bisogna aver frequentato un corso a pagamento e aver superato un esame.
Dura la vita degli ortolani. Le nuove regole includono anche loro nel novero di chi deve mettersi in regola. Anzi, avrebbe già dovuto farlo. Il corso di preparazione dura infatti 20 ore, spalmate in più giorni, e viene organizzato da diverse associazioni di categoria. L’ultimo in programma è previsto all’Ascom Confcommercio, ed è rivolto a tutti i negozianti e rivenditori (l’Ascom è associazione di categoria) ma anche a chi ha un orto e lo coltiva per hobby, come molti pensionati, ad esempio.
Chi è agricoltore di professione, infatti, è probabile che abbia già pensato per tempo a prendere il patentino. Chi, invece, ha un fazzoletto di terra e lo cura più per piacere che per necessità potrebbe essere rimasto indietro. Nessun problema, per lui: l’orto può continuare a curarselo quanto gli pare. Però da dopodomani non potrà più acquistare i prodotti che fino a oggi comprava senza problemi.
«L’obbligo del patentino riguarda sia i privati che i rivenditori di prodotti chimici come i fertilizzanti – spiega Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio Grosseto – Sono tutti prodotti destinati alle piante che comportano rischi per il terreno. Perciò il legislatore ha deciso che chi li vende e chi li usa deve essere consapevole dei rischi, sia per non inquinare, sia per non avere frutta e ortaggi pieni di chimica».
Il patentino c’è sempre stato, ma in passato non era previsto un corso di formazione per ottenerlo. Ora invece bisogna rimettersi a studiare sia per averlo, che per rinnovarlo ogni 5 anni.
Ma chi ha giusto due gerani sul balcone? Anche in questo caso serve il patentino? «No – spiega ancora la direttrice Orlando – i prodotti non professionali vengono venduti anche a chi non ha il patentino. Si tratta però di quantità molto piccole. Chi ha un orto ha bisogno di più grosse quantità. E dunque, anche se il principio attivo è lo stesso, se le confezioni sono grandi serve il patentino».
Chi già sta pensando di potersela cavare comprando, mettiamo, dieci litri di fertilizzante in confezioncine da mezzo litro non professionali riponga subito i suoi propositi: il prezzo dei prodotti di piccolo taglio è sproporzionato rispetto alle grosse quantità e sarebbe un salasso.
Ma come distinguere prodotti professionali e non? Il ministero dell’Ambiente non aiuta. Non c’è una lista degli uni e degli altri per orientarsi. «In questo caso aiuta però l’etichetta – dice la direttrice – Se si trova scritto: “Prodotto professionale” serve il patentino”».
Troppo cervellotico? L’unica alternativa, da giovedì, puntare sul bio. Magari qualcuno un pesierino ce l’ha già fatto.
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