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Nome e metodo Decisioni rinviate

 Nome e metodo Decisioni rinviate

Roma sta cambiando le regole, a Grosseto il partito si ferma Anche l’eventuale ricorso alle Primarie diventa un rebus

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GROSSETO. Un passo alla volta. Il segretario comunale di Grosseto Saimo Biliotti resta ottimista sul percorso che il Pd e il centrosinistra devono compiere da qui al 26 giugno, data in cui quasi sicuramente si svolgerà il ballottaggio per governare Grosseto. «Anche in questo periodo stiamo lavorando, al programma e non solo – commenta Biliotti – sinceramente speravo di poter arrivare all’iniziativa pubblica del 4 dicembre, organizzata dal livello provinciale, con il governatore Enrico Rossi e il segretario regionale Dario Parrini,- avendo già individuato la candidatura; in alternativa avendo deciso se faremo o meno le primarie. Invece il momento delle decisioni si sposta un po’ più avanti».

Biliotti non fa nomi. «Ho incontrato tante persone nelle ultime settimane, Il Pd grossetano ha risorse importanti e le metteremo tutte in campo. Borghi? Lui è una di queste risorse. Gli parlo spesso e sempre con estrema sincerità». Ma la novità del giorno è un’altra. Da Roma, dal Nazareno, rimbalzano voci sul fatto che le primarie si faranno ovunque. Quindi anche a Grosseto.

«Non mi farò certo dire da chi magari le ha sempre osteggiate che proprio io non le ho volute», ha spiegato Matteo Renzi ai suoi, con riferimento a Roma e Napoli. Ma siccome certe consultazioni si prevedono complicate, per evitare difficoltà, verranno fissate regole precise e vincolanti per tutti. E alla fine varranno anche per Grosseto. La prima indiscrezione riguarda la data: il Primarie-day sarebbe già stato fissato per domenica 20 marzo. Insomma, c’è la prospettiva di un’autentica maratona, con tre mesi e mezzo di ulteriori manovre.

Altra ipotesi in campo è che le primarie diventino per regolamento una questione interna agli iscritti, non più allargate al maggior numero possibile di persone. E anche questo aspetto potrebbe condizionarne l’esito. Nel frattempo, però, c’è anche chi si disinteressa della melina e prova a prendere vantaggio. Borghi avrebbe già pronto il mandatario, persone pronte a raccogliere le firme per partecipare alle primarie, perfino una società di comunicazione per affiancarlo in quella che si annuncia una lunga campagna elettorale. Tutto pronto, tutto in stand-by. Il rischio è di arrivare a fine giugno sfiniti. (g.b.)

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