Sicurezza
«Facciamo i volontari per dire grazie alla città»
I 24 ospiti della coop Uscita di sicurezza si prenderanno cura del verde pubblico Il motivo del gesto? «Vogliamo ricambiare l’ospitalità che ci viene data»
GROSSETO. Via le cartacce, via l’erbaccia che esce dai marciapiedi, si incunea tra le crepe e rovina il manto stradale. Un gruppo di migranti si prenderà cura in questi giorni del verde pubblico di Grosseto: sono 24 ospiti della cooperativa Uscita di sicurezza che - arrivati da varie zone del pianeta, Bangladesh, Pakistan o Ghambia - hanno detto sì (come volontari) a un progetto pensato e voluto dal Comune e che non comporterà alcun onere a carico dell’ente. Lo faranno - spiegano - per ringraziare la città che li ospita.
Non è la prima volta che succede, anzi: il percorso è già iniziato un mese fa con un’altra cooperativa che ospita altri migranti e pare aver riscosso i primi successi, tant’è che in alcune zone della città le strade paiono davvero più pulite grazie ai giovani volenterosi ospiti stranieri.
Gli albori in via Giordania. I primi migranti ad aver dato il “la” a quest’esperienza - spiegano Luca Terrosi presidente di Uscita di sicurezza e Antonella Goretti, assessore al sociale - sono partiti il 5 ottobre scorso da via Giordania, nella zona artigianale: 18 di loro si sono messi a pulire e sistemare tutta la strada per poi dirigersi - ora - in via Davide Lazzeretti. Il tutto grazie a una convenzione tra il Comune di Grosseto, l’associazione Demetra onlus e la Cooperativa Auxilium Vitae che gestisce la struttura di Casa Betania, proprietà della Diocesi. Il progetto ha un nome, si chiama “L’integrazione pulita” e parte dalla scelta volontaria dei profughi ospitati da Casa Betania di ricambiare l’ospitalità cittadina con piccoli interventi di decoro urbano in alcune zone individuate dall’ufficio manutenzioni del Comune. Il servizio offerto? Rimuovere erbacce sui marciapiedi, migliorare le zone pedonali, togliere rifiuti per strada: «tutto ciò - spiega Goretti - che comunque non va a sovrapporsi con i servizi già messi in atto da Sei o Sistema». Al tutto è stata data un’organizzazione precisa. I volontari, divisi per turni di tre giorni a settimana e per squadre di 5 persone, sono seguiti da un operatore (sorta di tutor) dell’associazione Demetra Onlus e sono garantiti da copertura assicurativa grazie a un fondo messo a disposizione dalla Regione. Le cose a quanto pare sono andate bene, tant’è che il progetto cresce.
Ad maiora. È stata l’assessore Goretti ad aver intravisto in questo percorso un’occasione di crescita e coesione sociale tra la città e gli ospiti migranti, tanto da proporre a Luca Terrosi di partecipare con la coop Uscita di sicurezza. Ai 24 ospiti è stata chiesta la disponibilità e loro hanno detto ok, a titolo volontario. Andranno così in alcune zone di Grosseto, tipo via Spinelli e via Senegal e molte altre in via di definizione, dove sistemeranno aiuole ed estirperanno erbacce. Si partirà dalle vie periferiche per poi passare al centro. Un programma preciso è in corso di stesura; a seguirli sarà un tutor. Tra l’altro questi ragazzi, prima di iniziare, «scriveranno una lettera ai cittadini e la imbucheranno nelle cassette della posta delle zone in cui lavoreranno: in quelle righe - spiega Goretti - hanno detto di voler spiegare cosa li muove in questo loro gesto: “Vogliamo ricambiare l’ospitalità, ringraziere per quello che la città sta facendo per noi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google