Il Tirreno

Grosseto

La vittoria di Matteo: eccolo in panchina

di Ivana Agostini
La vittoria di Matteo: eccolo in panchina

Nessuna opposizione durante la partita a Orbetello dopo che gli arbitri avevano allontanato il ragazzo Down

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GROSSETO. Il Gao Brinella sta con Matteo. Il caso di Matteo Bartolini, il ragazzo Down figlio dell'allenatore della squadra di pallavolo del Gao Brinella di Orbetello, Andrea Bartolini, non vede ancora la parola fine. Ieri pomeriggio, prima che avesse inizio la partita casalinga della squadra orbetellana, tutti, dai dirigenti ai giocatori, sono scesi in campo con una maglietta nera con sopra scritto “IostoconMatteo”.

La vicenda di Matteo Bartolini allontanato dalla panchina durante la partita di campionato di sabato scorso era stata portata allo scoperto dal padre, uomo schivo che non ama molto le parole essendo un uomo del fare.

Quel gesto che però ha colpito suo figlio lascia l'amaro in bocca per la scarsa sensibilità dimostrata dai due arbitri. Per questo ieri tutti si sono stretti intorno ad Andrea e soprattutto a Matteo per fa capire che lui non è solo e che tutti sono dalla sua parte e che quel posto in panchina Matteo se lo è meritato.

Non hanno voglia di parlare i ragazzi del Gao, si devono preparare a una partita difficile ma una cosa la vogliono dimostrare, l'affetto per quel ragazzo che è nato e cresciuto a pane e sport.

La sua è una famiglia che vive di sport, il padre e la madre di Matteo sono la linfa del Gao Brinella, le sorelle di Matteo atlete di pallavolo e nuoto. Matteo è parte di questa famiglia e ne è fiero. La sua vita è forse un po' più in salita rispetto a quella degli altri ma nessuno ha mai chiesto per lui favori o privilegi. Il ragazzo, di quella squadra di pallavolo si sente un po' l'allenatore, l'ombra di suo padre.

Matteo ieri sedeva su quella panchina dalla quale una settimana fa è stato allontanato. Non appena i ragazzi sono usciti dallo spogliatoio indossando le magliette in suo onore lui si è seduto lì, su quella panchina che tanto ama dalla quale due arbitri l'ultima volta l'hanno fatto allontanare. Ha guardato la sua squadra prepararsi per il match con indosso la maglietta a lui dedicata. Matteo non ha detto una parola. Si è seduto composto ed ha aspettato che la partita avesse inizio senza suo padre come allenatore.

Andrea Bartolini, infatti, ieri era squalificato. Al suo posto l'allenatore in seconda, Giordano Fiorentini. Nel dopo partita della scorsa settimana Bartolini fece presente agli arbitri che qualcosa nella gestione della partita non era stata,a suo giudizio, proprio corretta accennando poi anche alla esclusione del figlio dalla panchina. «Hanno ritenuto che nelle mie parole ci sia stato qualcosa di offensivo e mi hanno squalificato», dice Andrea Bartolini dagli spalti del palazzetto dello sport di Orbetello. Bartolini sa che una squalifica ci può stare e riguardo la vicenda del figlio non si aspettava tutto questo clamore.

«Non pensavo di suscitare tutto questo pandemonio – continua l'uomo - ma dato che è successo spero serva a chiarire la situazione».

Bartolini ribadisce che i due arbitri hanno seguito il regolamento. Sa che gli arbitri hanno precise responsabilità ma allo stesso tempo si chiede come non abbiano potuto fare appello alla loro sensibilità. «Matteo è un tesserato, oggi per farlo stare in panchina abbiamo sacrificato un dirigente. Faremo così fino a quando la Federazione non si sarà pronunciata sulla questione».

La Federazione in questa vicenda non ha ancora detto una parola. «Aspettiamo si pronunci così una volta per tutte metteremo la parola fine. Matteo o dentro o fuori».

La partita sta per iniziare. Andrea Bartolini è sugli spalti. «Forza ragà, uniti». Lo urla ai suoi ragazzi. Il figlio è in panchina, lui sulle gradinate. Matteo si gira e fa vedere al padre il pollice alzato. Andrea lo guarda, la tensione della partita la sente e la vive forse oggi ancora più delle altre volte. Lui non è in panchina. C'è però Matteo.

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