Sicurezza
Via Clodia, parte la caccia ai finanziamenti
Il sogno di costruire un percorso da Roma alla Maremma e inserirsi in una “rete” diventa operativo
GROSSETO. «Questa è l’ultima volta che ci vogliamo trovare solo a parlare della Via Clodia». L’assessore al turismo del Comune di Grosseto, Luca Ceccarelli, sottolinea così la fase operativa in cui è entrato il progetto che lo scorso anno aveva visto un nutrito gruppo di cavalieri, ciclisti e camminatori affrontare per la prima volta il percorso sulle tracce dell’antica Via Clodia, partendo da Roma per arrivare a Roselle, e poi, successivamente, proseguendo verso Massa Marittima e Volterra.
Si tratta di un sogno accarezzato da tempo e portato avanti dal giornalista Sandro Vannucci - che con caparbietà, aveva capitanato quella prima spedizione - e che adesso potrebbe diventare una realtà accessibile a tutti, quantomeno a quei turisti che amano viaggiare lentamente, nei cosiddetti percorsi verdi, da fare a cavallo, a piedi e in bicicletta. Il cuore della Via Clodia è tra l’Alto Lazio e la Maremma e sono proprio i Comuni della provincia di Grosseto, con il capoluogo a fare da capofila, a essere coinvolti nella realizzazione di un progetto che punta ai finanziamenti comunitari, oltre che agli investimenti locali, pubblici e privati, per creare una infrastruttura che si inserisca a pieno titolo nella rete delle grandi vie verdi Europee, quelle che attraversano la Francia e portano fino a Roncisvalle, al Camino di Santiago.
«Bellissimo – dice Vannucci – essere riusciti a mettere insieme i Comuni della provincia di Grosseto per dire che questo territorio può costruire un’ipotesi importante, a livello europeo, per avere i finanziamenti e fare sia la dorsale che attraversa la provincia di Grosseto, sia, nella fascia grossetana, altri quattro o cinque “cammini etruschi”, anche questi storici, antichi come le transumanze, che vanno dal Tirreno verso l'altro mare».
Si crea, dunque, una rete importante di percorsi verdi «finalmente mantenuti – dice ancora Vannucci – in sicurezza, con le strutture idonee come agriturismi, alberghi e ristoranti, collegati, e finalmente un piano unico di comunicazione almeno europeo, per portare qui tanti turisti con l’idea non di fare un giretto, ma di fare un viaggio».
La progettazione è stata affidata a un’agenzia, la Futureurope.
«L’obiettivo – ha spiegato Emiliana Guzzo, che sta curando il progetto – è di portare in due o tre anni una progettazione integrata e completa perché il progetto pilota, che si sviluppa essenzialmente in provincia di Grosseto, possa essere sfruttato nell’intera area da Roma fino alla Francia».
In tutto si ipotizzano investimenti per circa 10 milioni di euro, e circa 6 milioni dovrebbero provenire da fondi comunitari, mentre per il resto si tratta di muovere investimenti dia da parte dei Comuni che di sponsor privati.
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