Il Tirreno

Grosseto

Matteo, il caso non è chiuso

Francesca Gori
Matteo e Andrea Bartolini festeggiano un trofeo con la squadra
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Matteo e Andrea Bartolini festeggiano un trofeo con la squadra

Orbetello, il coordinatore degli arbitri aspetta le carte: «Poi prenderemo decisioni»

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ORBETELLO. Ci sono le regole. E c’è il buonsenso. Ci sono canoni da rispettare e occhi di figli speciali che ti guardano e non capiscono. Sono gli occhi di Matteo, 20 anni che ancora oggi aspettano una risposta, una spiegazione, che suo padre non sa dargli. È questo il cruccio più grosso di Andrea Bartolini, allenatore della Pallavolo Orbetello, che due giorni fa ha raccontato quello che è successo nella trasferta di serie B2 a Firenze. Quando suo figlio Matteo, un ragazzo con la sindrome di Down, è stato allontanato dalla panchina nonostante sia stato tesserato come dirigente proprio per seguire la sua squadra. «È difficile spiegare a un ragazzo come Matteo che ci sono uomini che si comportano in un modo - dice Andrea Bartolini - e altri che fanno l’opposto. È come dovergli spiegare la differenza tra bene e male. È questa la mia maggiore difficoltà».

Era la prima volta, da quando è ripreso il campionato di serie B2 di volley, che Matteo andava in trasferta con la prima squadra. Con quel gruppo di ragazzi del quale si sente un po’ l’allenatore, come il babbo. E che prima del match, una partita sofferta e combattuta, sono stati tenuti all’oscuro di quello che stava accdendo in panchina. Della decisione dei due arbitri che hanno detto al dirigente dell’Orbetello che Matteo si sarebbe dovuto allontanare da lì, nonostante sia stato tesserato come dirigente. «Era già successo due anni fa - ricorda Bartolini - sempre a Firenze, quella volta contro la Sales. Matteo parlò con l’arbitro e la questione si risolse subito. Lo fece restare in panchina. Dopo quella volta abbiamo deciso di tesserare Matteo come dirigente per evitare questi spiacevoli episodi».

La Fipav ha concesso una deroga alla società Gao di Orbetello e il nome di Matteo è ora nella lista dei dirigenti. «Con noi c’era ovviamente anche l’altro dirigente - dice Bartolini - l’accompagnatore che compare nel referto e che segue tutte le procedure di identificazione prima della squadra. Il nome di Matteo non può essere inserito nel referto. Non può lui espletare quelle formalità». Matteo era seduto in panchina. Non stava facendo nulla se non aspettare il fischio d’inizio. Ma gli è stato detto di uscire dal rettangolo di gara e sistemarsi con il medico. «L’anno scorso Matteo ha partecipato a diverse trasferte - aggiunge - ma una cosa così non è mai successa». Oggi, al palazzetto dello sport di Orbetello, si giocherà di nuovo e Matteo sarà seduto sulla sua panchina. «L’altro dirigente ha deciso di restare fuori - dice ancora coach Bartolini - per dare a mio figlio questa opportunità». E ripagarlo, in qualche modo, per ilo torto subito.

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Matteo, che frequenta la quinta superiore e studia all’istituto alberghiero è diventato l’idolo della laguna. A scuola non ha mai avuto problemi e quando ne ha voglia, si allena con le squadre di pallavolo della Gao. Con quella maschile, con quella femminile.

«Dopo la gara - dice ancora l’allenatore - ho protestato per alcune decisioni arbitrali ma non ho offeso i giudici di gara. E anche di questo bisogna ringraziare Matteo, che in questi vent’anni di vita insieme mi ha insegnato ad affrontare con più calma e tranquillità quello che mi succede». Da quattro anni Matteo non si perde una partita. «Non lo avevamo portato con noi in trasferta a Cesena e a Forlì perché doveva andare a scuola. Ma quello che è successo a Firenze non è andato giù a nessuno». Prima del fischio d’inizio c’è stata una discussione accesa tra il dirigente accompagnatore e l’arbitro, a fine partita il coach ha protestato e ha anche rimediato il cartellino rosso. «Non farò ricorso - dice - ho soltanto voluto raccontare questo episodio perché credo che avere un ragazzo come Matteo seduto su una panchina sia un vanto e una vittoria non per la nostra società ma per lo sport in generale».

Una convinzione, quella di Bartolini, che viene ripresa e ripetuta pari pari da Domenico De Luca, coordinatore nazionale del settore ufficiali di gara. «Mi hanno segnalato questo episodio e lunedì probabilmente avrò ricostruito tutto quello che è successo - spiega De Luca - È vero, da una parte bisogna vedere se ci sono stati problemi di regolamento, ma dall’altra, a prescindere dall’applicazione delle regole o meno, sono molto dispiaciuto. Ora valuteremo tutti gli elementi prima di prendere qualunque decisione, in un senso o nell’altro».

 

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