Sicurezza
MATTEO È TUTTO QUELLO CHE LO SPORT INCARNA
di ANDREA BARTOLINI* La sottile linea che ci divide dagli altri esseri viventi, molte volte è più sottile di quanto si pensi. Parlo della capacità di scegliere, del libero arbitrio, cioè discernere...
di ANDREA BARTOLINI*
La sottile linea che ci divide dagli altri esseri viventi, molte volte è più sottile di quanto si pensi. Parlo della capacità di scegliere, del libero arbitrio, cioè discernere ciò che è giusto o sbagliato, senza che ci sia una sciocca o giusta legge a decidere per noi.
Mi sento triste e amareggiato non tanto per la squalifica assurda che mi sono preso, ma solo perché l' offesa arrecata a mio figlio Matteo in prima persona è fuori da ogni logica umana che conosciamo fin da bambini. Ho sempre creduto che lo sport dovesse essere sinonimo di aggregazione fraterna dove si insegna a socializzare con culture e modi di vivere diversi; dove l'avversario diventerà il mio migliore amico alla fine della competizione, sia che abbia vinto o perso.
Mio figlio è tutto quello che lo sport incarna: è vero ha qualche "problemino" e trovo riprovevole che il suo io debba essere messo in discussione da regole che forse sono state scritte senza riflettere, e messe in atto da ignari difensori di un gioco fantastico ma che così facendo lo hanno fatto sembrare un po' più distante dal pensiero di legittimità di uguaglianza sociale.
In troppi si riempiono la bocca con parole che finiscono in un calderone politico per perdersi in mille burocrazie ideologiche. Non voglio che questa mia voce si perda nel vuoto, che svanisca nelle reti mediatiche di qualche social: vorrei dare voce,urlare per far sentire il calore che dà lo stare vicino alla persona speciale che è Matteo, testardo come un mulo, ma molto più genuino di artefatti paladini degli obblighi sportivi, perché il seguire le regole alla lettera non rende migliori. Sono davvero indignato da questo comportamento di grande insensibilità, credevo che nel 2015 si facesse di tutto per far avvicinare la gente allo sport e che si cercasse di insegnare i veri valori che il nostro mondo ci trasmette.
Ho paura che invece di creare un movimento si vada verso la creazione di una setta elitaria dove solo il potere ha facoltà di esistere. A me personalmente non piace e capisco che tanta gente investa denaro solo per profitto e non per misantropia, ma il movimento. parte sempre dal basso. Forse non arriverò a farmi sentire molto lontano, ma il sapere che il mio pensiero verrà condiviso dalla comunità in cui vivo, mi fa credere che esista un briciolo di speranza perché queste cose possano cambiare.
Matteo vi saluta e vi ringrazia per la vostra sensibilità.
*Allenatore e babbo di Matteo
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