Sicurezza
Rubano il calice ed estorcono soldi al prete
GROSSETO. Non era stato solo il furto in sé. Quel calice d’argento intarsiato che era sparito dalla parrocchia. Ma soprattutto quello che è capitato dopo al viceparroco: costretto a pagare cinquemila...
GROSSETO. Non era stato solo il furto in sé. Quel calice d’argento intarsiato che era sparito dalla parrocchia. Ma soprattutto quello che è capitato dopo al viceparroco: costretto a pagare cinquemila euro per farsi restituire quel bene prezioso per tutta la parrocchia.
Ieri il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio ha firmato due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due uomini, uno di 35 anni, l’altro di 26 anni accusati non soltanto di furto, ma anche di estorsione.
L’udienza di convalida dell’arresto non è ancora stata fissata: in quell’occasione potranno spiegare al giudice come sono andate le cose. Le indagini che hanno portato alla scoperta degli autori del furto e soprattutto dell’estorsione ai danni del viceparroco, che ha pagato una bella somma per farsi restituire quel preziosio calice d’argento intarsiato, sono state condotte dai carabinieri del nucleo investigativo del comando di Grosseto.
Non è la prima volta che le parrocchie vengono “saccheggiate” dai ladri. Ad ottobre era scomparso, dalla Cattedrale, il calice d'argento che era stato donato a monsignor Franco Cencioni in occasione del 60esimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. E soltanto quattro anni fa anche la parrocchia di Castel del Piano aveva subito la stessa sorte: un anno dopo, però, i due calicei erano tornati al loro posto. Anche in quel caso erano stati i carabinieri a restituire a don Giovanni quello che poco prima gli era stato portato via. (f.g.)
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