Il Tirreno

Grosseto

Parto d’urgenza e il bebè nasce in casa

Gabriele Baldanzi
Agnese e Mauro, i due volontari intervenuti per aiutare la mamma
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Agnese e Mauro, i due volontari intervenuti per aiutare la mamma

Ribolla, è il figlio di una giovane coppia di stranieri. La volontaria che ha aiutato la mamma: «Un’esperienza unica»

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RIBOLLA. «Un’emozione unica». Sono le parole che usa Agnese, la giovanissima volontaria della Misericordia di Roccastrada che ieri mattina, insieme a un’infermiera e al compagno di turno (Mauro), ha fatto nascere il piccolo.

È successo a Ribolla. Di nuovo un parto in casa dopo tanti anni. Casuale e bellissimo. All’alba di giovedì il piccolino, figlio quintogenito di una coppia di stranieri, è venuto alla luce e ha pianto per la prima volta nella camera dei suoi genitori, mentre i soccorritori stavano preparando la mamma per la corsa in sala-parto, a Grosseto. Nel frattempo dall’ospedale i medici dell’ostetricia avevano attivato il cosiddetto rendez-vous, la corsa incontro. Incontro a una vita che stava per nascere. Un parto lampo quello della giovane donna asiatica

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Alle 4.30 c’è stata la richiesta di intervento del 118 alla Misericordia, che ha sede a Roccastrada. Pochi minuti per raggiungere la casa della puerpera, a una diecina di chilometri di distanza, e alle 5.30 il piccolo era già nato. «Quando siamo arrivati – raccontano i volontari, ancora emozionati – la donna era pronta. Jenny, l’infermiera, ha valutato le sue condizioni e poi, vedendo la testa del bambino praticamente fuori, ha deciso di procedere. Ci sono voluti dieci minuti. Sono comparse le spalle, la pancia, i piedi. Il cordone ombelicale, in clinica, viene tagliato quasi immediatamente. Qui abbiamo aspettato che fosse il cordone stesso a indicare il taglio, che va fatto quando la placenta è diventata inutile. Poi il primo vagito… abbiamo visto che stava bene. Lo abbiamo mostrato alla madre, felice. È un bimbo stupendo. Un’esperienza che ricorderemo per sempre. Poi il padre ha dato la notizia ai fratellini».

Il bambino pesa quasi quattro chili. A Grosseto, nel reparto di Patologia neonatale hanno confermato che le sue condizioni di salute sono buone.

Sì, perché l’equipaggio dell’ambulanza della Misericordia di Roccastrada, una volta portato a termine il parto, ha accompagnato madre e figlio in ospedale, per sottoporli a tutti i controlli del caso e ai due giorni di degenza post partum, da prassi. Il lavoro congiunto di infermiera e volontari – come ha poi confermato il medico – è stato impeccabile. Tutti i tre componenti hanno messo in pratica il protocollo e le manovre di questo eccezionale “soccorso” imparate (in teoria) durante le tante lezioni – organizzate in collaborazione con l’Asl 9 – alle quali hanno preso parte anche negli ultimi mesi. «Siamo arrivati e abbiamo capito subito che non c’era tempo – racconta Mauro – il trasporto in ambulanza era impensabile. Solo a parte avvenuto siamo partiti per l’ospedale, cercando di evitare manovre brusche. È andato tutto bene e siamo davvero felici».

E così in prima mattinata tutti hanno potuto tirare un bel sospiro di sollievo. Sulla cullina del neonato, in reparto, c’è un fiocco celeste. Benvenuto al bimbo che aveva fretta di conoscere il mondo.

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