Il Tirreno

Grosseto

Parte la diffida degli ambulanti

di Elisabetta Giorgi
Parte la diffida degli ambulanti

Pappagone, ultimatum dei commercianti: «Via il gazebo entro 7 giorni sennò chiediamo i danni»

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GROSSETO. Circa dieci ambulanti di piazza Esperanto, a Grosseto, hanno spedito una diffida ai titolari della pizzeria ristorante Pappagone. La richiesta (al momento bonaria e «cordiale») è quella di «smantellare entro 7 giorni il gazebo installato davanti ai colonnini del mercato. In caso contrario chiederemo i danni». Danni che - dicono loro, assistiti dall’avvocato Roberto Bottoni - deriverebbero dal pesante impatto e ingombro del manufatto che di fatto va a chiudere (sul retro, lato piazza Esperanto) l’accesso dei clienti al mercato producendo «una ricaduta negativa sui nostri affari».

A spiegare lo stato delle cose è una piccola delegazione composta da ambulanti e associazioni di categoria. Sono Marcello Becciolini (ambulante direttamente interessato dalla vicinanza al manufatto), Carlo Ricci (Confcommercio), Mario Filabozzi (Confesercenti), Luca Cravero (altro ambulante), Valerio Aluigi (segretario generale Felsa Cisl), Tullio Pezzopane (ex ambulante, ora segretario organizzativo Felsa-Cisl) e Alfredo Veltroni (socio Felsa). Tutti concordi nel sostenere «che il gazebo lì davanti non deve stare. L’attività del mercato - dicono - subisce un danno notevole, la zona è penalizzata. Per ora a firmare la diffida siamo 10, ma altri di noi sono pronti ad aggiungersi. Adami insomma è avvertito. Comprendiamo ed è giusto che anche lui debba lavorare, ma lo invitiamo a riflettere, sapendo che non gli conviene insistere su questa strada perché i danni che gli chiederemmo sarebbero parecchi. Se invece il gazebo dovesse essere tolto a breve, siamo disposti ad abbonare il danno già riscontrato nei giorni di mercato svolti finora».

Ambulanti e associazioni puntano il dito contro il Comune: come si è mosso? Perché ha autorizzato una collocazione simile? Perché non li ha coinvolti? Cravero: «Io ho perso incassi, non capisco come siano state date concessioni così a un ristorante che ha sì i suoi diritti, ma non quello di calpestare i diritti altrui». Una precisazione è sulla conferenza dei servizi del 18 agosto scorso dove - dicono Becciolini e gli altri - «non è vero che fu dato parere positivo: nell’occasione si discusse dell’eventuale collocazione del gazebo in area mercatale e furono espressi anzi pareri negativi da noi ambulanti, dalle associazioni di categoria e dall’ufficio attività produttive del Comune», sulla base del fatto che nessun interesse pubblico (criterio indicato dalla legge regionale) era ravvisabile in questo caso. Dopo quella conferenza - dice Ricci (Confcommercio) - «chiedemmo un incontro urgente alla presenza della Soprintendenza e dei funzionari per trovare una soluzione diversa, magari nel luogo originale, ma non ci fu». Idem Filabozzi: «Finita la conferenza rimanemmo che con il Comune ci saremmo rivisti ma così non è stato. Anzi: alla successiva conferenza servizi del 6 ottobre non siamo stati invitati. Il Comune doveva impegnarsi di più per trovare una soluzione equilibrata che mettesse d’accordo tutti». E invece alla fine, chiosa Aluigi, «ci siamo trovati il gazebo montato».

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