Il Tirreno

Grosseto

Laguna, verso i contratti di solidarietà

Ivana Agostini
Laguna, verso i contratti di solidarietà

Orbetello, dopo il disastro estivo i pescatori incontrano i sindacati. «Nessuna notizia sui contributi: vogliamo salvare il personale»

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ORBETELLO. «Lavoreremo su un’eventuale possibilità di contratti di solidarietà». È questo il succo di un incontro fra Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa I Pescatori, e i sindacati Cgil e Cisl ai quali Piro ha esposto la situazione dell’azienda messa in ginocchio dopo la moria dello scorso luglio.

«Alle sigle sindacali – spiega il presidente - abbiamo fatto presente la situazione anche alla luce dei recenti incontri che la cooperativa ha avuto col Comune». Anche adesso, così come d’estate, il futuro della cooperativa è legato al clima. «Stiamo aspettando di vedere se arriva il freddo per determinare la quantità di pesce commerciabile rimasta in laguna. Nel frattempo – dice Piro – abbiamo ritenuto giusto spiegare la situazione ai sindacati anche in virtù del fatto che ancora dei contributi non si sa nulla e non è stato neppure dichiarato lo stato di calamità naturale». Tale mancanza crea problemi all’azienda che ancora non ha visto un euro. Piro e soci non sanno il perché ancora la richiesta non abbia avuto seguito. Per la cooperativa la cosa più importante al momento, oltre alla quantità del pesce, è il lavoro dei dipendenti. «Abbiamo messo in atto percorsi per cercare di sostenere il lavori dei nostri dipendenti – dice il presidente – e la volontà dell’azienda è quella, a meno che la situazione non diventi disperata, di non fermare altre persone oltre quelle già mandate a casa dopo l’alluvione del 2012 ma di valutare attraverso gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà di salvaguardare il lavoro di tutti». Il contratto di solidarietà – spiega Piro - «permette di togliere il pagamento di parte delle ore ai dipendenti. In pratica se a un dipendente vengono tolti 100 euro al mese, la solidarietà te ne risarcisce il 75%. Questo consente all’azienda di avere sgravi importanti e al lavoratore di non perdere il lavoro con una minima diminuzione dello stipendio spalmata su tutti i dipendenti in base alla professionalità». Ai sindacati Piro ha chiesto di spingere anche sulla politica per cercare di accelerare alcuni percorsi che permetterebbero all’azienda di respirare. Nessuno dei pescatori della cooperativa è andato a casa. «Abbiamo bisogno di ogni professionalità. Nel momento in cui c’è da trasformare, da ripopolare abbiamo bisogno di personale». Il mantenimento dei 50 posti di lavoro degli operai è dovuto anche ad alcuni sacrifici che si sono imposti i 50 soci della cooperativa. «Abbiamo approvato un regolamento in cui ai soci non verrà, ad esempio, corrisposta la tredicesima». Piro teme che i riflettori si spengano e non si sappiano notizie concrete sui rimborsi e la calamità. La speranza è che anche la prossima amministrazione sappia prendersi cura della laguna e degli interessi della comunità.

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