Hashish nascosto a Villa Adua Bilella ha scelto l’abbreviato
GAVORRANO. Ventiquattro ovuli e sette panetti da un etto ciascuno di hashish. Un chilo di fumo nascosto in un secchio e trovato da Orso, il cane della polizia durante un sopralluogo a Villa Adua. Era...
GAVORRANO. Ventiquattro ovuli e sette panetti da un etto ciascuno di hashish. Un chilo di fumo nascosto in un secchio e trovato da Orso, il cane della polizia durante un sopralluogo a Villa Adua. Era la fine di novembre del 2012 quando la polizia trovò quello stupefacente nascosto nel fienile. In un punto che difficilmente sarebbe stato raggiunto da Antonino Bilella. Per quella droga, ieri mattina in tribunale si è svolta l’udienza preliminare e gli avvocati del custode di Villa Adua hanno scelto di chiedere l’ammissione al rito abbreviato. Il custode tutt’ora in carcere con l’accusa di aver ucciso Francesca Benetti e di averne fatto sparire il cadavere, ha chiesto di essere ascoltato di nuovo anche in tribunale, all’udienza che si svolgerà l’11 marzo. Al giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio, durante l’udienza di convalida dell’arresto, il custode settantenne aveva già detto di non saperne nulla di quella droga. Ma aveva anche aggiunto che Villa Adua, e soprattutto la zona del fienile dove era stato trovato lo stupefacente, era facilmente raggiungibile dall’esterno. Chiunque, insomma, sarebbe potuto entrare e mettere quei panetti di hashish, che erano avvolti nella carta di un quotidiano locale datato 31 ottobre, nel fienile. Lì dentro c'era la droga, e il cane Orso l'aveva sentita e aveva dato l'allarme. Sull'involucro in plastica, gli specialisti della scientifica hanno trovato impronte digitali, nitide e leggibili: ma non sono quelle di Bilella. E anche i reperti raccolti quel giorno, le tracce biologiche presenti sul sacchetto e per terra, non conducono al custode di Villa Adua. Secondo la Procura invece, quella droga era stata messa lì dal custode. Ora, dopo che a Bilella, difeso dagli avvocati Francesca Carnicelli, Riccardo Lottini e Bruno Leporatti, per la faccenda della droga, era stata revocata la misura di custodia, l’appuntamento è di nuovo in aula.
Francesca Gori
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