Finanza
«Tra Giuseppina e la figlia erano litigi continui»
I vicini di Piacenza raccontano di rapporti travagliati nella famiglia della donna uccisa il cui cadavere è stato nascosto a Massa Marittima
MASSA MARITTIMA. Litigi continui, a qualsiasi ora del giorno, con urla che si sentivano fino in strada. Giuseppina Pierini e la figlia Maria Grazia Guidoni non andavano d’accordo. Così tanto da arrivare a un clima di esasperazione tale da giustificare un omicidio.
Nella vicenda dell’omicidio Pierini, dove Maria Grazia è accusata di aver ucciso nel 2012 la madre con la complicità del figlio Gino Laurini nell’abitazione di via Bosi a Pontenure (Piacenza), emerge lo sfondo di una famiglia in difficoltà. A raccontarlo sono proprio i vicini di casa, impressionati dalle notizie arrivate in questi giorni da Massa Marittima, lì dove è stato ritrovato il corpo dell’anziana vittima su indicazione dello stesso Laurini.
«Urlavano sempre». «In estate, con le finestre e i balconi aperti, tutti quelli che passavano nella via sapevano che stava litigando» racconta una vicina di casa che parla di scontri verbali furibondi di Maria Grazia nei confronti della madre o dei figli. «Litigavano sempre, tra tutti loro. Anche se non so per quale motivo». Secondo il nipote Gino, sarebbe stato un movente economico a spingere la madre all’omicidio e fingere la sua sparizione, per poter continuare a riscuoterne la pensione. Lo stesso Laurini avrebbe confermato come le liti sull’argomento fossero all’ordine del giorno da quando la nonna avrebbe espresso la volontà di togliere alla figlia la delega per la riscossione della pensione.
Nessun vicino ha invece ricordi di quella serata di luglio del 2012 in cui si sospetta che Maria Grazia e il figlio Gino abbiano avvelenato e soffocato Giuseppina Pierini. Nessun rumore sospetto, né movimenti strani. Nessun cadavere caricato in fretta e furia nel bagagliaio dell'auto per essere trasportato e seppellito in Maremma. «Ora è passato anche troppo tempo per ricordarsene» ricorda un’altra vicina di casa. «So che parcheggiano sempre l'auto a fianco della casa, non sulla strada principale. Impossibile quindi vedere movimenti strani. Ci è spiaciuto molto sapere cos’è successo ma credo che se Maria Grazia ha veramente ucciso la madre debba pagare per quello che ha fatto». Nei giorni scorsi, anche i carabinieri di Pontenure si sono recati alla palazzina di via Bosi per rivolgere alcune domande ai residenti in previsione dell'inchiesta.
«Una persona strana». Si sa che nei piccoli paesi la gente mormora e costruisce congetture. Spesso esagera, quasi sempre ci azzecca. Così, già all’epoca della scomparsa di Giuseppina Pierini, c’era chi già scommetteva sulla responsabilità della figlia nella vicenda. «Girava voce che era stata lei a far sparire la madre» conferma il barista Roberto Mazzari. «Quello che so è che aveva degli atteggiamenti strani, aveva da litigare un po’ con tutti. E poi quel viaggio improvviso in Maremma ha fatto pensare. Si vedeva spesso girare in paese ma c’era qualcosa in lei che non andava». Oggi, col senno di poi, altri pontenuresi ammettono che l’ipotesi di un omicidio tra le mura di casa non sarebbe stata vista con molta sorpresa all’epoca. «Poi tutto è finito nel nulla, quindi non ci sono state più voci in giro» ammettono alcuni cittadini. «Adesso, dopo tre anni, posso dire che la cosa non mi stupisce. Tutti sapevano che era una famiglia un po’ difficile».
Intanto i carabinieri di Massa Marittima hanno portato ieri ai colleghi di Piacenza i fascicoli sul caso».
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