Italia
Bufera Peep, il Pd difende le coop
Il partito ne rimarca il ruolo sociale ed economico: «Basta strumentalizzazioni»
GROSSETO. Sono nel mirino di chi ha comprato casa e che da loro si è poi visto chiedere un conguaglio. Sono nel mirino dell’opposizione in consiglio comunale, che le accusa di aver taciuto l’esistenza della clausola del conguaglio per il riscatto del terreno su cui andavano a costruire. Ma soprattutto sono state bersagliate dalle esplicite e pesanti parole della consigliera comunale del Pd Stefania Laurenti che lunedì in aula le ha definite «immobiliariste», dicendosi «in imbarazzo» perché alcuni membri del suo partito vi fanno parte.
Ebbene proprio quel partito, il Pd, ieri ha divulgato una nota in cui difende le cooperative edilizie, riconoscendone «l’importante ruolo» grazie al quale «molti cittadini hanno potuto acquisire la proprietà della loro prima casa a prezzi convenienti». E mette in guardia: «La complessa vicenda legata all’area del Peep Pizzetti – dice il Pd grossetano – rischia di provocare effetti gravi nel sistema legato all’edilizia popolare della città e delle frazioni».
Il Pd fa leva sul ruolo delle coop nell’economia collegata all’edilizia e sull’aspetto sociale, cioè la possibilità di poter compare casa che il mondo della cooperazione offre anche a chi non naviga nell’oro.
L’altro perno del sostegno alle coop è l’argomento occupazione, che di questi tempi è un nervo scoperto. «Le coop – dice il Pd – restano uno dei pochi soggetti che lavorano e offrono soluzioni a costi accessibili per le giovani famiglie a basso reddito».
Il problema del Peep Pizzetti è stato proprio questo: nel 2007, quando la Corte costituzionale ha stabilito che il prezzo dell’esproprio dei terreni destinati a immobili con finalità sociali doveva essere un prezzo di mercato, gli 8 milioni pagati alle proprietarie dell’area su cui nove cooperative hanno costruito il Peep non bastavano più. Il prezzo è raddoppiato e chi nel frattempo aveva comprato casa a prezzo agevolato si è ritrovato a dover pagare cifre praticamente in linea con il mercato libero.
Il pasticcio coinvolge circa 400 famiglie e chiama in causa anche il Comune, guidato da un’amministrazione a maggioranza Pd, al quale la Corte d’appello (a cui a suo tempo si sono rivolte le proprietarie) ha riconosciuto alcune responsabilità.
Per il Pd grossetano la responsabilità va invece ricercata nelle norme e negli «interventi giudiziari» che finiscono per far costare i terreni Peep come normali aree. Ed è per questo che il partito annuncia di essere alla ricerca di una soluzione normativa.
Quanto alla bufera che si è scatenata in questi giorni dopo l’infuocato consiglio comunale di lunedì – che ha approvato il debito fuori bilancio da 6,9 milioni di euro per anticipare il conguaglio – il Pd invita la politica a svolgere «il suo ruolo di mediatore sociale con serietà, piena consapevolezza ed evitando ogni presa di posizione dettata da mero desiderio di protagonismo che non tiene conto del merito», senza «strumentalizzazioni di stampo elettorale», ma solo negli interessi dei cittadini.
In quest’ottica il Pd proporrà in consiglio comunale di rateizzare il conguaglio e valutare se è possibile la strada della perequazione urbanistica per ridurre il debito (che in parte anche il Comune dovrà pagare).
Francesca Ferri
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