Sicurezza
Luci sulle Mura Si parte col progetto
Il Comune ha affidato l’incarico di elaborare l’impianto
GROSSETO. Una determina dirigenziale tra le tante che ogni giorno affollano l’albo pretorio. Inizia così, senza troppi squilli di tromba, il percorso verso l’intervento che potrebbe essere una delle chiavi di volta per il centro storico: l’illuminazione delle Mura medicee, un progetto da 300.000 euro che, dopo anni di attesa, promette di portare punti luce e allontanare degrado e criminalità dal monumento più importante e trascurato della città.
L’atto, firmato dal dirigente del Servizio infrastrutture Luca Vecchieschi, affida la progettazione esecutiva dell’impianto al perito industriale Andrea Pastorelli, professionista grossetano, che per 11.500 euro da qui a quattro mesi dovrà elaborare il progetto.
Tutto qua? Un’attesa di anni (le promesse di illuminare le Mura si tramandano di amministrazione in amministrazione) e bastava un affidamento diretto? E il dibattito montato negli ultimi mesi in città sul tema del recupero del monumentale esagono? E le proposte dei cittadini? Le iniziative, salutate dall’amministrazione, di riflessione ed elaborazione di progetti intraprese da professionisti e studenti? E la Soprintendenza?
«Calma – frena subito l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci – Siamo in contatto con la Soprintendenza, che anche in questi giorni è venuta a Grosseto per alcuni sopralluoghi. E siamo in contatto con tutti coloro che ci hanno fatto delle proposte. Il progetto sarà elaborato tenendo conto di tutti i contributi, a cominciare da quelli dei nostri architetti Pollastri, Camarri e dell’ingegner Vecchieschi. Andrea Pastorelli è un ulteriore professionista che si occuperà non dell’idea architettonica ma delle specifiche tecniche, delle cabine e così via. E sulla determina compare solo lui semplicemente perché è l’unico professionista esterno al Comune e quindi pagato».
Lo studio Pastorelli ha all’attivo decine e decine di interventi e progetti sul territorio. Tra quelli più grossi (oltre 500.000 euro) nel curriculum di Andrea Pastorelli, perito industriale, figurano il progetto e la direzione lavori dell’impianto elettrico della Fattoria La Principina e di quello della sede Inail di Prato.
«È vero che più persone hanno lanciato idee – spiega ancora Monaci – ma a un certo punto bisogna quagliare. Se si vuole vedere un risultato si deve avere pronto il progetto esecutivo. Nel farlo, il progetto, non si possono condividere tutti i dettagli con la popolazione, altrimenti il percorso diventa troppo lungo». Quanto al conferimento diretto dell’incarico «è un passaggio assolutamente trasparente, per importi fino a 20.000 euro, e anzi rientra nelle precise competenze dei dirigenti, sulle quali l’assessore non deve mettere bocca», dice Monaci.
Il recente fermento che si era creato in città, la richiesta da più parti (ad esempio dal M5s) di prevedere per le Mura un’attenta e qualificata progettazione e le stesse dichiarazioni di Monaci che nei mesi scorsi aveva annunciato un «piano partecipato» si sono alla fine scontrati con i tempi.
Con il mandato agli sgoccioli l’amministrazione in carica vuole, se non terminare, almeno avviare e mettere il suo sigillo sul progetto che promette di restituire vita e fruizione alle Mura.
E chi sperava di vedere un concorso di idee – un “assaggio” ci fu, qualche anno fa, sul progetto di riqualificazione della zona della stazione, – è rimasto a bocca asciutta.
«Il progetto per la stazione è stato un’altra cosa – spiega Monaci – Era un progetto da 3 milioni e comunque anche in quel caso la partecipazione ci fu, sì, ma una volta che il progetto fu fatto, cioè al momento della condivisione».
E per le Mura? Se Pastorelli si occuperà dell’aspetto tecnico chi materialmente disegnerà l’illuminazione? «Non siamo due sprovveduti che mettono due pali – dice Monaci – Il progetto sarà fatto dal Comune e dalla Soprintendenza, che ci ha già dato informazioni sulla tipologia delle luci e alla quale abbiamo fatto presente la nostra volontà di usare i led. Certo non partoriremo questo progetto nelle segrete stanze: una volta concepito, lo sottoporremo ai cittadini in modo che possa essere valutato, criticato. Ma posso dire che sta venedo fuori una bella cosa».
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