Il Tirreno

Grosseto

«Guano nel giardino, scolari reclusi»

di Gabriele Baldanzi

I genitori della elementare Toti denunciano e minacciano proteste. Ma il problema storni è ovunque

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GROSSETO. Ci risiamo. La scuola elementare Enrico Toti di via Monte Bianco è di nuovo sotto attacco. La situazione non è esattamente come nell’inverno 2013 - 2014, ma gli escrementi dei volatili che ormai da settimane hanno occupato i cieli (e gli alberi) di Grosseto rendono comunque impraticabile il giardino della scuola e l’ingresso. Di conseguenza gli insegnanti non possono portare fuori i bimbi, neanche per un minuto. In una scuola con il tempo pieno è un disagio non da poco. E all’orizzonte non si intravedono soluzioni.

L’altro giorno alcune mamme, le stesse che avevano guidato la protesta due anni fa, si sono rivolte al giornale per raccontare il disagio.

A peggiorare la situazione è il fatto che sulla palestra della scuola il Comune di Grosseto sta effettuando dei lavori di restyling e risulta quindi inagibile. Fino a un paio di settimane fa gli alunni facevano educazione fisica proprio in giardino; ora sono costretti a rimanere in classe (al massimo un’oretta in sala mensa) dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio.

«Nonostante le comunicazioni da parte degli insegnanti – spiegano Stefania, Tiziana e altre mamme – ancora non si è mosso nulla. Per questo motivo, a nome di tante famiglie, chiediamo attenzione al giornale, che due anni fa fece conoscere il problema ed esercitò pressioni perché si trovasse una soluzione. Vogliamo sensibilizzare coloro che devono occuparsi del problema. Ricordiamoci che stiamo parlando di escrementi e di bambini…».

E in effetti l’incubo guano è tornato in diverse zone della città.

Qualcuno, forse, ha dimenticato di fare prevenzione… Sorprende, per esempio, che Grosseto sia da tempo l’unica provincia in Toscana che non chiede la caccia in deroga per gli storni. Non è accaduto nel 2014 e neppure quest’anno, nonostante i noti disagi. Non solo. Si è smesso di usare i rapaci al tramonto e perfino i suoni dissuasivi non funzionano più. Sembra quasi che i cittadini, per mesi, debbano rassegnarsi a vivere tempestati di cacche dal tramonto all’alba.

Lungo i marciapiedi, sulle auto parcheggiate, nelle panchine, in ogni angolo della città dove si trova un albero in questo periodo colpiscono migliaia di storni, spargendo escrementi. Sono arrivati addirittura in piazza della Palma.

Ogni anno, dal 2012 in poi, è stato un crescendo. Le prime telefonate all’ufficio igiene dell’Asl e in Comune sono partite nei giorni scorsi. Non è escluso che presto possa essere organizzata una clamorosa protesta.

I genitori dei ragazzi che frequentano il plesso di via Montebianco sono sul piede di guerra: «Stiamo pensando a un blocco stradale, una protesta eclatante; vogliamo individuare gli interlocutori giusti. Siamo appena all’inizio e vista l’esperienza degli anni passati rischiamo di trascinarsi il problema fino a febbraio-marzo. Non è possibile… Forse qualcuno vuole costringerci a non mandare i figli a scuola?».

«La puzza – proseguono le mamme – al mattino, è insopportabile. I bambini che entrano a scuola, dopo aver calpestato le cacche sporcano anche le aule, con tutte le implicazioni igieniche del caso. Una situazione inaccettabile».

Per la cronaca va detto che il problema riguarda molti abitanti di questo quartiere e di altre zone di Grosseto, anch’essi esasperati dall'odore nauseabondo che si respira e dalle cacche che ricoprono marciapiedi, davanzali, cortili e automobili.

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