Il dolore
Ciclisti scoprono una nuova discarica
Porto Santo Stefano: in località la Soda in mezzo al verde spuntano due auto, pneumatici, cisterne e lastre di eternit
PORTO SANTO STEFANO. Automobili, sedie, tavoli, persiane, cisterne, travi di ferro e anche delle lastre di eternit. Non manca proprio nulla in quella che si può definire una mini discarica a cielo aperto, scovata da alcuni ciclisti di Orbetello in località la Soda, in via del Sasso e dell’Acqua Viva, a Monte Argentario, nei pressi di Porto Santo Stefano.
Mountainbiker stavano facendo nei giorni scorsi una pedalata lungo i sentieri del Promontorio quando hanno visto del materiale accatastato e degli altri cumuli di sporcizia. Avvicinandosi hanno scoperto che la zona, in realtà, è “tempestata” di materiale e spazzatura tra cui, appunto, anche delle grandi lastre di amianto che devono essere smaltite da ditte che hanno particolari competenze e modalità di lavoro.
C’è già da fare per la SeiToscana e per i nuovi ispettori ambientali che si occupano di vigilare e beccare comportamenti scorretti sul territorio.Nei giorni scorsi fatto i primi avvertimenti ad alcuni cittadini dei centri abitati ma. Nel caso della discarica, si può scommettere, che andranno più a fondo sulla faccenda.
Quanto scoperto non lascia indifferenti i mountainbiker di Orbetello. «Crediamo che la zona sia in questa condizione da parecchio tempo – dicono i ciclisti lagunari – Non è visibile perché l’area è difficilmente accessibile: dovrebbe essere una stradina provinciale. C’è anche un cancello in fondo alla strada, ma noi abbiamo scorto la discarica passando dalla strada adiacente a quella militare, nei pressi dell’Olmo. Nella parte più in basso già si notava della sporcizia in passato, mentre adesso sono apparse anche altre macerie più in alto. Stavamo facendo uno dei nostri tanti giri in mountain bike per uno dei sentieri dell’Argentario – continuano – e abbiamo visto questo triste spettacolo. Speriamo che tutti i rifiuti vengano rimossi al più presto e l’area venga bonificata. Vorremmo si scoprisse chi possa essere stato. Si tratta, inoltre, di un tratto presente anche nella Granfondo dell’Argentario, gara di mountain bike, a cui lo scorso anno hanno partecipato in 1.000 che arrivano dalle zone limitrofe, ma non solo. Secondo noi non è un bel biglietto da visita per il promontorio».
C’è da sperare che il comune di Monte Argentario e l’assessore all’ambiente prendano subito a cuore la faccenda e incarichino ditte per ripulire e smaltire i rifiuti. Comprese le lastre d’amianto che, con ogni probabilità, necessiteranno dell’aiuto di un’azienda specializzata nella sua rimozione».
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