Sicurezza
Il nodo dell’incompatibilità «A rischio tutta l’operazione»
GROSSETO. La bagarre in consiglio comunale per il via libera al pagamento del maxiconguaglio di 6,9 milioni di euro alle proprietarie dei terreni su cui sorge il Peep Pizzetti non ha provocato solo...
GROSSETO. La bagarre in consiglio comunale per il via libera al pagamento del maxiconguaglio di 6,9 milioni di euro alle proprietarie dei terreni su cui sorge il Peep Pizzetti non ha provocato solo un gran polverone.
Dissoltasi la nube, l’incompatibilità del consigliere Saimo Biliotti (Pd), che si è autosospeso dalla votazione finale (l’atto è stato poi approvato), ha lasciato sul terreno una bomba a orologeria: se Biliotti risultasse incompatibile anche per il suo ruolo di presidente della commissione Bilancio e attività produttive, che si è occupata del Peep, tutta la partita del Pizzetti (la transazione con le proprietarie che prevede uno sconto sul conguaglio e il ritiro delle azioni giudiziarie) potrebbe crollare.
Questo almeno l’orizzonte prospettato da due anime distinte dell’opposizione, il consigliere Massimo Felicioni (Grosseto Oggi) e il consigliere Pierfrancesco Angelini (Fratelli d’Italia).
Il primo ha chiesto che il caso Biliotti, insieme a quello della collega di partito Daniela Piandelaghi, anch’essa astenutasi perché ha un parente diretto proprietario di una casa al Peep, venga portato in discussione e verificato dalla 5ª commissione consiliare Controllo e garanzia, e chiede che il segretario comunale trasferisca il caso alla Procura. «Un atto d’ufficio», precisa, che «non è né una questione personale, né politica, né tantomeno un’occasione di rivalsa» (in passato anche a lui è stata contestata l’incompatibilità tra il ruolo di assessore e di consulente per una partecipata del Comune), rivendicando di essere stato il solo, con Giacomo Gori (M5s) ad aver dato voto contrario.
Felicioni presenterà forse già oggi la richiesta ufficiale che arriverà sulla scrivania di Pier Francesco Angelini, presidente della 5ª commissione. A quel punto la commissione si riunisce entro 5 giorni. In commissione saranno convocati i diretti interessati, l’assessore competente per materia, il sindaco, il segretario generale e i consiglieri della 5ª commissione. «Nel caso di Biliotti – dice Angelini – sarebbero impugnabili al Tar i documenti prodotti con la sua partecipazione a presidente della commissione. E sì, potrebbe saltare anche il Peep».
Di avviso opposto il sindaco Emilio Bonifazi. «La commissione non ha potere deliberativo – dice – vale il voto del consiglio comunale e qui Piandelaghi e Biliotti non hanno votato. Angelini non è il presidente del tribunale. Per arrivare a questa affermazione ci vuole un giudice che lo dica, non certo la commissione Controllo e garanzia. Io non sono assolutamente preoccupato».
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