Sicurezza
Eleonora, quel sindaco dal volto umano
Appassionata e fragile, la città aspetta la salma per darle l’ultimo saluto: aveva chiesto la banda per il suo funerale
FOLLONICA. Follonica attende il rientro della salma di Eleonora Baldi dalla Cambogia per dirle addio. Sono ore difficili quelle sta attraversando la comunità del golfo: lunedì mattina la notizia della scomparsa dell'ex sindaco ha sconvolto la città che adesso aspetta di poter rendere omaggio a quella donna forte e passionale che anche nel momento più drammatico della vita ha scioccato tutti morendo lontano dalla sua terra. Una terra che amava profondamente. Eleonora Baldi durante gli anni del suo mandato (2009-2014) in ogni occasione ufficiale non mancava mai di dire che Follonica è la città più bella del mondo, lei che il mondo lo aveva attraversato in lungo e largo con la sua agenzia di viaggi, lei che ogni anno visitava Paesi lontani e ne conosceva le tradizioni e le diversità.
Ma alla fine il suo mondo era Follonica. Nata il 9 aprile 1951 Eleonora Baldi è cresciuta con la sorella Roberta, insegnante, alla quale era profondamente legata; il padre Herman lavorava nelle fabbriche di ghisa e ferro dell'Ilva, fatto di cui la signora (come venne soprannominata al momento della vittoria delle amministrative del 2009) andava fiera, perché quelle fonderie sono state il cuore pulsante di Follonica che proprio grazie a loro è cresciuta diventando oggi la seconda città della provincia grossetana.
L'attaccamento alla sua terra e alle sue tradizioni hanno sempre contraddistinto l'ex sindaco Baldi, lo dimostrava quando diceva di volere la banda cittadina al suo funerale, così come lo palesa l'impegno della stessa per far crescere la Croce Rossa locale, per la quale ha creato un appuntamento fisso di raccolta fondi, la cena all'aperto di fine estate, la sua “Tavolata”; o anche la rabbia suscitata dalla canzone della band Baustelle, che in un brano intitolato Follonica l'hanno descritta come sporca e triste. Amava stare in mezzo alla sua gente, tanto che anche con la sua agenzia di viaggi, Farolito, non ha mai smesso di organizzare delle gite di gruppo alle quali partecipava spesso anche durante i cinque anni di governo. Nei tantissimi messaggi di cordoglio arrivati subito dopo la tragica notizia tutti coloro che la conoscevano l'hanno descritta come una donna forte, empatica, determinata.
Eppure dietro quel carattere impetuoso si nascondevano grandi fragilità: il non essere riuscita appieno o come sperava a trasmettere ai suoi concittadini l'amore per la sua Follonica, l'essere coinvolta in contenziosi legali, aver spesso dovuto combattere per difendere delle scelte, tutto questo l'aveva sicuramente segnata negli ultimi anni.
Ma nonostante tutto era una donna che pur chiedendo consigli faceva sempre di testa sua: prova lampante lo è stata la battaglia a viso aperto contro l'inceneritore di Scarlino che l'ha messa in una posizione non certo favorevole rispetto ai vertici del Pd provinciali e regionali. Ma se credeva in qualcosa la signora andava avanti senza ascoltare nessuno, magari sbattendoci la faccia, ma ogni volta affrontava tutto di petto. In una intervista rilasciata ad un anno dalla fine del suo mandato a sindaco, subito dopo la notizia del rinvio a giudizio per le foresterie dell'ippodromo, Baldi espresse così le sensazioni provate. «Prima del mio incarico da sindaco io non mi ero mai rivolta a un legale, per me è tutto nuovo – raccontava - Con i cittadini cerco di mantenere il mio comportamento di sempre, sono io che vivo nel disagio e nella vergogna di chi è accusato, sono la prima a mettersi in discussione. Quello che mi fa soffrire di più è il fatto che il processo finirà dopo qualsiasi memoria, quindi io rimarrò il sindaco rinviato a giudizio. Mi piacerebbe che la vicenda giudiziaria si concludesse presto perché vorrei dimostrare ai follonichesi la mia innocenza». Un cruccio grande che non l'ha mai abbandonata e che purtroppo non è riuscita a risolvere in vita.
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