Il Tirreno

Grosseto

Sanità, l’Amiata perde il suo distretto

di Fiora Bonelli
Sanità, l’Amiata perde il suo distretto

Nella riforma approvata ieri dalla giunta regionale spariscono alcuni servizi della montagna. Appello di Ulivieri ai politici

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CASTEL DEL PIANO. Taglio del distretto socio sanitario. Questo è quello che si sta preparando per lo storico distretto di Castel del Piano e Arcidosso. Sparirà l’ufficio del servizio veterinario di Castel del Piano e anche quello di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro di Arcidosso che insieme costituiscono, appunto l’unità distrettuale sanitaria.

Un nuovo ciclone, dunque, sta per abbattersi nella già dissanguata Amiata grossetana, perché fra i 20 distretti (dei 34 attuali) previsti nel nuovo piano sanitario regionale (si veda articolo in basso), la montagna non c’è più come invece lo è adesso, insieme ai distretti di Grosseto, Albegna e Massa Marittima.

A denunciare la cosa e a chiamare all’appello sindaci, istituzioni, partiti e sindacati è Franco Ulivieri, per vent’anni uomo delle istituzioni amiatine, figura di punta del Partito democratico, e per di più dipendente come veterinario, delle Asl 9 nel distretto socio sanitario. Ulivieri non ha peli sulla lingua: «Lancio a istituzioni, sindacati e partiti, soprattutto al mio partito, il Pd, un sos: guardate alla nuova riorganizzazione sanitaria. I segnali sono pessimi. Dalla mannaia della riduzione degli attuali 34 distretti che saranno ridotti a 20, siamo colpiti anche noi e scompariamo. Adesso il nostro distretto è gestito da un governo locale, ma senza di quello, tutto farà capo a Grosseto. Lo dico ad alta voce, prendendomi tutte le responsabilità: con questo azzeramento perderemo le ultime capacità decisionali. Tutto sarà spostato a Grosseto, i servizi e il dipartimento di prevenzione. Sparirà il servizio veterinario, quello di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’interlocutore dell’utenza sarà a Grosseto».

Gli uffici saranno tolti del tutto. «In questo distretto – prosegue Ulivieri – abbiamo già perso molti dipendenti, perché quelli andati in pensione non sono stati sostituiti. Gli uffici sono ridotti all’osso. E questa sparizione ce la troveremo sul groppone grazie ad alcuni direttori di unità operative che vogliono centralizzare tutto. Già lo avevo fatto presente ai vari direttori della Asl 9 che si sono succeduti nel tempo, ma le mie sono state segnalazioni inascoltate. Ora chiedo alle istituzioni e ai partiti di arginare questa manovra. E non si può fare come i capponi di Renzo nei promessi sposi».

Ulivieri è durissimo e il riferimento ai capponi del protagonista del romanzo manzoniano che si beccavano fra loro mentre Renzo parlava ad Azzeccagarbugli, gli fornisce il la per riprendere in mano il discorso dell’Unione che si sta lentamente frammentando.

«L’Amiata – dice ancora Ulivieri – sta sgretolandosi e ogni campanile si becca di continuo con l’altro, proprio come i capponi di Renzo. Nei venti anni della mia vita di amministratore abbiamo costruito l’unità dell’Amiata e così come presidente della Comunità montana l’ho consegnata all’Unione. Avevamo raggiunto l’obiettivo con l’accordo di otto comuni, maggiori e minori. A distanza di due anni da allora, quello spirito è finito nel dimenticatoio. Ma chi amministra oggi lo sa bene quello che tutti pensavano e l’obiettivo per cui avevamo combattuto. L’unione fa la forza. Bisogna rimettersi a un tavolo per fronteggiare questa crisi gravissima che rischia davvero di mettere all’angolo l’Amiata. I centri di potere, le cabine di regia sono ormai lontane: acqua, rifiuti, sanità. Ci restava, appunto, il distretto, unico ambito guidato da un governo in loco. Hanno deciso di azzerare anche questo. Allora richiamo tutti alle proprie responsabilità. Ricordo che l’asse portante della comunità montana e dell’Unione sono Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora. Se uscisse anche quest’ultima, dopo Cinigiano, sarebbe un errore madornale. Essere aggregati per contare di più. Ecco quello che dobbiamo fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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