Sicurezza
Porto di Talamone, fondale basso La navigazione è interdetta
TALAMONE. A Talamone il fondale è troppo basso per la navigazione. Lo stabilisce un’ordinanza della guardia costiera di Porto Santo Stefano di sabato 14 novembre. Che il fondale del porto di Talamone...
TALAMONE. A Talamone il fondale è troppo basso per la navigazione. Lo stabilisce un’ordinanza della guardia costiera di Porto Santo Stefano di sabato 14 novembre. Che il fondale del porto di Talamone sia basso era stato segnalato da tempo.
Per questo è intenzione del Comune di Orbetello dragarlo per cercare di farlo tornare navigabile. Del dragaggio si parla da tempo ma ancora nulla era previsto in maniera concreta. Il grido d’allarme sulla scarsa profondità delle acque era già stato lanciato ma da sabato è diventato una realtà. L’ordinanza nasce dalla necessità di tutelare la navigazione, l’incolumità pubblica e difendere l’ecosistema marino. Due le zone indicate dalle coordinate marine che sono riportate nell’ordinanza (http://www.guardiacostiera.gov.it/porto-santo-stefano/Documents/) e nelle quali non è possibile navigare. Un “campo a” in cui la navigazione, la sosta e l'ancoraggio sono vietati alle imbarcazioni con pescaggio superiore a 90 centimetri. Un “campo b” in cui il divieto si estende ai natanti con pescaggio superiore ai 50.
Dragare il porto di Talamone sembra perciò essere diventato fondamentale per riuscire a permettere il normale svolgimento della navigazione. Nei mesi scorsi sono stati svolti studi per verificare che i fanghi depositati sul fondale siano o meno riutilizzabili per il ripascimento delle spiagge. Il Comune di Orbetello aveva mandato alla Regione uno studio di fattibilità (in base al quale la Regione ha già stanziato 300.000 euro) e aveva ventagliato possibilità sui costi del dragaggio: da una spesa di 1 milione di euro a una di 6 milioni . La differenza fra una spesa e l’altra – aveva spiegato il delegato al porto di Talamone Luca Aldi – «dipende proprio dalla diversità del materiale che potrà essere ritrovato sui fondali. Se, infatti, il materiale dovesse essere ordinario e non fosse riscontrato nulla di pericoloso potrebbe essere utilizzato per il ripascimento delle spiagge della fascia Osa Albegna. Altrimenti i costi sarebbero più elevati dato che il materiale dovrebbe essere conferito in discarica». (i.a.)
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