Il Tirreno

Grosseto

2009-2014: un mandato complesso

Dall’inceneritore all’ippodromo cinque anni di battaglie

FOLLONICA. Quel 22 giugno 2009 cambiò decisamente la vita di Eleonora Baldi. «Il Comune alla signora», scrissero in un cartellone nella sede del Pd follonichese il giorno della sua elezione. Ma...

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FOLLONICA. Quel 22 giugno 2009 cambiò decisamente la vita di Eleonora Baldi. «Il Comune alla signora», scrissero in un cartellone nella sede del Pd follonichese il giorno della sua elezione. Ma quella vittoria l’ha pagata, spesso a caro prezzo, durante tutto il suo mandato. I cinque anni di governo di Eleonora Baldi sono stati duri: un carattere passionale, il suo, come ammetteva lei stessa. Perché il suo modo di fare scaturiva dalla pancia, più che dalla ragione. In eredità dalla precedente legislatura il neo-sindaco ebbe moltissime questioni scottanti che dovevano ancora trovare una conclusione: il nuovo Regolamento urbanistico da approvare dopo quasi dieci anni di discussioni, le controversie legali da risolvere con i villaggi turistici aperti nel Golfo negli anni precedenti, un ippodromo maestoso inaugurato proprio quando l’ippica era entrata in una crisi irreversibile, i progetti Piuss da concludere e la spina nel fianco del’inceneritore di Scarlino. Il primo ricorso della politica contro l’impianto lo ha promosso proprio Eleonora Baldi, che fin dal suo insediamento si è battuta per farlo chiudere, a costo di una rottura con il suo partito a livello provinciale e regionale. Più leggera, ma comunque indimenticabile, la polemica con i Baustelle, rock band colpevole di aver scritto la canzone “Follonica” che descriveva una città sporca e malmessa: Eleonora Baldi non sentì ragioni, chiese al gruppo una rettifica, perché quella non era la sua Follonica. Quando c’era da combattere, “la signora” era la prima a metterci la faccia. I guai sono stati ben altri, però. Ad esempio la delibera 292 del dicembre 2009, per la quale sindaco e giunta sono finiti sotto inchiesta un anno dopo per abuso d’ufficio, a causa del doppio incarico affidato al segretario generale nominato con quell’atto anche direttore, e poi rinviati a giudizio in un processo non ancora terminato. Un anno faticoso, il 2010. E il 2011 non è stato da meno: quella primavera il sindaco Baldi cacciò il suo vice, Stefano Viviani. Da quel momento in poi la vita politica di Eleonora Baldi fu ancora più difficile: le controversie con le proprietà dei villaggi turistici inasprirono così tanto gli animi che in municipio cominciarono ad arrivare lettere anonime con minacce di morte per il sindaco. A rendere ancora tutto più complicato, alla fine del 2012 è scattata un’altra maxi inchiesta, stavolta relativa alle foresterie dell'ippodromo, in cui sono finite sotto inchiesta ben tre legislature follonichesi con più di sessanta avvisi di garanzia. E come se non bastassero le beghe legali, ad avvelenare il clima c’erano pure i dissidi interni con l’ala Pd legata al suo predecessore Saragosa, che non ha mai condiviso la visione urbanistica di Baldi (in particolare sul Parco centrale), e con i vertici del partito che sull’inceneritore non sono mai stati sulla stessa linea della sua giunta. Cinque anni duri che il sindaco Baldi ha affrontato tra alti e bassi, tra la voglia di lasciar perdere tutto e ritirarsi e quella di rimanere per far valere le proprie ragioni. Fino all’ultimo scorcio di mandato, quando decise di lasciare le redini della città al vice Andrea Benini. Il suo cruccio più grande era oggi quello di dimostrare la sua buona fede alla città, una città che l’ha amata profondamente ma che non le ha risparmiato anche tante amarezze. (p.v.)

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