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Grosseto

A chi piace e a chi no: «Arredi da cimitero»

A chi piace e a chi no: «Arredi da cimitero»

Nella nota diffusa dal Comune ieri pomeriggio, c’è anche il riferimento ai lavori di piazzale Mazzini, ormai in via di completamento. Lavori che, si legge nella nota, «comprendono la sistemazione...

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Nella nota diffusa dal Comune ieri pomeriggio, c’è anche il riferimento ai lavori di piazzale Mazzini, ormai in via di completamento. Lavori che, si legge nella nota, «comprendono la sistemazione dell’area panoramica affacciata sulle colline e sul mare circostanti, con il rifacimento della pavimentazione e del muretto di fronte e nuove fioriere che fungeranno anche da panchine». Un intervento che, continua la nota, «rientra nella serie di lavori approvati dell’amministrazione comunale per la cura del decoro urbano e per una riqualificazione della città che la renda più accogliente e fruibile a cittadini e visitatori». Ecco: la speranza è che i visitatori ne siano più entusiasti dei cittadini, visto che ieri, smontato il cantiere, non sono mancate polemiche e ironie sul risultato. Una cascata di opinioni dei massetani che si è accesa su facebook, sotto la foto di piazzale Mazzini appena rifatto. «Un lastrico del genere in un contesto medievale?» si legge nel commento che meglio riassume le due posizioni che si sono venute a creare. Per una parte dei partecipanti alla discussione web, infatti, il binomio «antico-moderno» funziona molto bene; dall’altra, c’è chi etichetta il risultato di questi lavori come «arredo da cimitero». Posizioni diverse, in cui ben presto fanno la loro entrata in scena (web) i personaggi della politica: il primo è il consigliere comunale di Massa Comune Gabriele Galeotti (foto), che definisce «inquietante» il risultato dei lavori; il secondo, invece, è il sindaco Marcello Giuntini, che difende l’operato pubblicando le foto di com’era piazzale Mazzini fino a pochi mesi fa, ossia abbandonato. «Per molto tempo è stato così» dice il sindaco, cercando di mettere in risalto la metà piena del bicchiere.

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