Il Tirreno

Grosseto

Tre anni fa le ricerche, ora la scoperta

di Francesca Gori
Tre anni fa le ricerche, ora la scoperta

I carabinieri dopo la denuncia di scomparsa di Giuseppina Pierini si erano concentrati nella zona dalla quale si era trasferita

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MASSA MARITTIMA. Per chiarire il mistero della donna scomparsa a Piacenza tre anni fa, i cui resti sono stati trovati nel casolare dove aveva vissuto con il marito, nella campagna di Massa Marittima, serve il primo dato certo: ovvero che quelle ossa che erano state sepolte sotto i rovi sulla strada di Marsiliana appartengano proprio a Giuseppina Pierini.

Vicini a quel casolare, ai piedi del colle sul quale si erge Massa Marittima, i carabinieri erano già stati un’altra volta. Tre anni fa, quando ricevettero dai militari di Pontenure, il paese nel piacentino, dove la donna si era trasferita con la figlia Maria Grazia e la sua famiglia.

Quando sono stati trovati i resti di quel corpo, i carabinieri che sono stati portati al podere da qualcuno che ha raccontato loro che la sessantatreenne era stata uccisa a Pontenure e che poi, il suo cadavere sfigurato a colpi di badilate e con dell’acido, era stato sepolto lì, hanno chiesto subito il fascicolo ai colleghi di Pontenure. Il fascicolo sulla scomparsa di Giuseppina dalla sua abitazione, datato luglio 2012. A segnalare la scomparsa era stata la figlia, che abitava con la donna in un appartamento di via Bosi, a Pontenure. La figlia aveva raccontato ai carabinieri piacentini che la madre si era improvvisamente allontanata da casa, senza lasciare né un biglietto né tantomeno un messaggio per giustificare la sua assenza. Indossava una tuta invernale e una giacca di colore scuro nonostante fosse luglio. E con sé aveva preso anche dei soldi. La segnalazione, arrivata ai carabinieri di Pontenure, aveva dato il via alle ricerche nella zona. Dopo quattro giorni di perlustrazione del paese e delle campagne limitrofe, non c'era ancora alcuna traccia della donna. Due giorni dopo la scomparsa, i carabinieri avevano anche ricevuto la segnalazione di un avvistamento in città, ma non erano stati trovati riscontri. E le ricerche erano arrivate anche in Maremma, dove Giuseppina era nata e dove aveva vissuto a lungo con il marito Graziano e i suoi tre figli prima di seguire Maria Grazia a Pontenure.

Nei primi giorni, l'ipotesi più probabile e più ovvia - anche per i militari e i ricercatori - è stata quello dell'allontanamento volontario. Per questo le ricerche furono estese, sia in provincia di Piacenza che nel grossetano, da dove la donna si era trasferita ormai da tempo. I carabinieri avevano organizzato le ricerche anche qua in Maremma, sperando che la donna avesse cercato ospitalità da qualche conoscente. Ma Giuseppina non era tornata a Massa Marittima. O se c’era arrivata qualche giorno dopo la segnalazione della scomparsa, non lo aveva fatto da sola, almeno stando al racconto che l’uomo ha fatto ai carabinieri quando i suoi resti sono stati ritrovati. Gran parte delle forze erano tornate a concentrarsi nei giorni successivi a Pontenure quando furono passati a setaccio strade e vicoli del paese, controllando cantieri, cantine, garage, sottoscala e canali nella speranza di ritrovare la pensionata. A spingere per concentrare le ricerche a Pontenure era stata anche la figlia della donna, spiegando come la madre avesse il terrore di ragni, serpenti e topi.

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