Il Tirreno

Grosseto

Peep, le coop spariscono dal testo

Francesca Ferri
Peep, le coop spariscono dal testo

Grosseto, oggi in consiglio comunale si decide sul saldo da 6,9 milioni. E spunta un emendamento

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GROSSETO. La puntualizzazione che devono essere le cooperative costruttrici a pagare i quasi 6,9 milioni di euro per la nuova indennità di esproprio per il terreno del Peep Pizzetti potrebbe scomparire dalla delibera con cui il consiglio comunale è chiamato stamani a riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio, necessario per saldare il conto.

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Lo chiede la consigliera di maggioranza Daniela Piandelaghi (Pd) con un emendamento che se approvato elimina la parola “cooperative” da due punti del testo relativi al recupero dei soldi.

Il testo sarà discusso oggi, lunedì 15 novembre, in consiglio comunale che, alle 9, è appunto chiamato a decidere sul Peep Pizzetti, il complesso immobiliare edificato da nove cooperative su un terreno espropriato alla famiglia Cavalli nel 2008 per 8,6 milioni e poi rivelatosi di valore pari a 16,4 milioni.

A chi spetta pagare la differenza? Alle cooperative che hanno costruito e che si rivarranno poi sui proprietari degli appartamenti. Intanto il conto lo salda il Comune (autore dell’esproprio, trattandosi di edilizia sociale). Dopo anni di tira e molla il Municipio ha ottenuto uno sconto: invece di 7,7 milioni ne pagherà solo – si fa per dire – 6,9, con la garanzia di una fidejussione. In cambio le Cavalli rinunciano ad altre azioni giudiziarie. Il consiglio dovrà appunto approvare la delibera che autorizza il debito fuori bilancio. Solo così i dirigenti preposti potranno versare i soldi alle proprietarie (prevista la rateizzazione in 3 anni).

La proposta di delibera, come detto, potrebbe però essere modificata su proposta di Piandelaghi. E tale passaggio, è prevedibile, farà discutere.

Nella versione attuale, la proposta di delibera al punto 11 prevede che il consiglio dia mandato ai dirigenti preposti, «di esperire tutti i tentativi possibili in via amministrativa e, se del caso, giudiziale, al fine di recuperare le somme dovute per il maggior onere per l’acquisizione dei terreni posto a carico delle cooperative/imprese che hanno realizzato gli interventi, come da precise e puntuali obbligazioni convenzionali assunte».

Piandelaghi propone invece «di rinviare alle clausole contrattuali... per la ripartizione della spesa». Le clausole, va detto, prevedono comunque che siano le cooperative a rispondere. Ma intanto la sottolineatura scompare dal testo.

La seconda proposta di modifica è per il punto 12 che nel testo originale prevede che il consiglio dia atto «che le spese relative alla fidejussione bancaria e all’imposta di registro... vanno poste interamente a carico delle cooperative che hanno realizzato gli interventi e/o degli assegnatari degli alloggi per il pagamento rateale di quanto dovuto, e non anche dell’amministrazione comunale, che provvederà al pagamento in unica soluzione della quota a suo carico per l’area rea relativa a centro servizi».

La proposta di Piandelaghi in proposito è di mantenere solo la parte del testo che stabilisce ciò che deve pagare il Comune. Anche qui è eliminato ogni accenno alle responsabilità che dovranno essere assunte dalle cooperative.

Anche in questo caso la convenzione del 2008 prevede che le spese siano in capo alle coop costruttrici. Ma allora perché non dirlo esplicitamente nel passaggio in consiglio?

Secondo alcuni osservatori approvare una transazione meno dettagliata sarebbe una garanzia in più per i consiglieri e i dirigenti comunali coinvolti in caso di un’eventuale obiezione della Corte dei conti, davanti alla quale il Comune dovrà dimostrare di aver fatto il possibile per recuperare la parte dei 6,9 milioni di competenza delle coop. Ma quali conseguenze potrebbe avere sui proprietari delle case? E se invece ci si stesse preparando alla possibilità che a pagare sia unicamente l’ente (e quindi tutti i cittadini)? Domande e argomenti, insomma, non mancano. Le risposte? Si vedrà alla fine della seduta.

 

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