Sicurezza
«Il diportismo sociale va rilanciato»
Poccia (Patto per il futuro): a Santa Liberata una situazione precaria, tutto il settore ne risente
ORBETELLO. «Il diportismo sociale così non va». Lo sostiene Ivan Poccia, esponente della lista Patto per il Futuro. «È notizia di pochi giorni fa - dice Poccia - che il Comune di Orbetello ha rinnovato la convenzione per la gestione degli ormeggi sociali di Santa Liberata all’associazione Diportisti Orbetello per tre mesi dal 1º settembre al 30 novembre, rinnovando di fatto la precarietà su quel sito nel quale in questi anni non si è riuscito a creare una situazione stabile e duratura per i diportisti che ogni anno non sanno mai se potranno tenere la loro barca in acqua e per quanto tempo». Secondo Poccia questa situazione non sarebbe «più sostenibile perché ha allontanato centinaia di diportisti da Santa Liberata, dalla foce dell’Albegna e da Talamone, dimezzando le presenze e creando un danno per l’indotto e per le stesse associazioni. Poccia è rattristato dal vedere «pontili semivuoti dopo tutti gli sforzi fatti dalle associazioni e dagli imprenditori dei campeggi per fornire ai residenti i primi e ai turisti i secondi, un posto barca quale punto di aggregazione». Una cosa andrebbe fatta, «dare stabilità agli ormeggi, assegnare la gestione pluriennale alle associazioni che potrebbero così investire in servizi, fare un bando unico e creare un interscambio nell’ambito comunale in maniera da smaltire il surplus di richieste di un sito a vantaggio di un altro che magari è in sofferenza, dando l’opportunità a chi lo volesse di poter usufruire dei vari punti di ormeggio e mantenere la propria imbarcazione in acqua anche in inverno quando tanti residenti preferiscono andare a pesca e dare così respiro a un indotto che da sempre ha garantito posti di lavoro sul territorio».
Un problema sarebbe anche alla foce dell’Albegna: «qui – spiega Poccia - le autorizzazioni vengono rilasciate a stagione iniziata mettendo nella condizione le strutture turistiche di perdere prenotazioni non potendo mai garantire l’installazione dei pontili e non potendo fare promozione turistica seria. Il settore deve essere rilanciato eliminando tutti quegli ostacoli burocratici che hanno allontanato decine di diportisti dal nostro territorio». (i.a.)
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