Il Tirreno

Grosseto

SEGNALI DALL'AVANA

Boscaglie e misteri, il lato oscuro della Maremma

di Stefano Adami
Stefano Adami, scrittore
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Stefano Adami, scrittore

Una terra di luce e di sole. Ma anche di angoli bui dove nascondersi o nascondere l'orrore

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C’è una Maremma alla luce del sole: quella estiva, in cui il mare è uno specchio di scaglie argentate, su cui è bello affacciarsi. Fa sorridere. C’è invece – ed è molto meno nota – una Maremma delle tenebre, quella che si sceglie come nascondiglio. Pozzo di segreti. Capitava di scovarla da ragazzini, la Maremma tenebrosa, quando sentivamo dire che era meta del mercato della droga perché era fuori dai cerchi di luce e sotto gli occhi di nessuno. Quando si vedevano le prime generazioni colpite dall’illusione di fuga e di salvezza degli altrove artificiali. Che un ago bastasse come ponte per la soluzione. Quando si vedevano gli amici prendere quel ponte.

Rieccola, la Maremma delle tenebre. Non nelle sue leggende, nel suo immaginario contadino, il monaco fantasma che attraversa il bosco sotto la pioggia notturna e i piedi non toccano terra, il viandante che incrocia di notte la chioccia e i suoi pulcini. No. La Maremma delle tenebre è quella in cui si fugge per essere dimenticati tra le boscaglie. Senza voler poi nemmeno rivedere il padre, la madre, che ti cercano da anni. Quella in cui si uccide e si nascondono i corpi. Quella in cui si consumano con dedizione delitti di famiglia.

La Maremma delle tenebre è anche quella della coppia jihadista in attesa di partire per la prima linea, con lei che recita il suo biasimo per usi e costumi occidentali. Nelle frasi facili e banali, la provincia è sempre sonnacchiosa e addormentata; vivaio e humus, sotto la tranquilla superficie, di atti indicibili e non confessati. La provincia – in quei banali punti di vista – è sempre l’angolo da cui Pacciani e “compagni di merende” spiavano la macchina di fidanzati e campeggiatori, loro prossime vittime.

Ma non c’è contrasto fra città e provincia, in questo. Il mistero, il male, è corrente in città solo perché la città lega più casi degli uomini. Una macchia, nella rumorosa oscurità al neon delle grandi città, scompare, viene assorbita. Una macchia simile, nelle radure della provincia, esplode.

La provincia è in genere il sogno di serenità, di pace. Ma gli uomini sono uomini anche lì, purtroppo. Con le loro ombre, buchi neri, storture.

Più luce, allora.
 

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