Il Tirreno

Grosseto

Tre fari per mezzo secolo, ecco il bando

di Gabriele Baldanzi
Tre fari per mezzo secolo, ecco il bando

Dopo la fase delle consultazioni il Demanio apre la gara per dare in gestione le lanterne di Capel Rosso, Fenaio e Formiche

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GROSSETO. Il direttore dell’Agenzia del demanio Roberto Reggi l’aveva detto nei mesi scorsi: «Conclusa la fase di consultazione pubblica (durata due mesi) metteremo a punto i bandi di gara da pubblicare in autunno e da concludere a inizio 2016».

Per il momento il cronoprogramma è rispettato. Due giorni fa, Difesa Servizi, società in house del ministero della Difesa, ha pubblicato l’avviso per la concessione a privati dei fari noti come Fanale delle Formiche, Punta Fenaio e Punta di Capel Rosso. Ricadono nel comprensorio marino di Grosseto (il primo) e Isola del Giglio (gli altri due).

L’attività di segnalamento rimarrà attiva, ma il patrimonio cambierà destinazione, offerto a privati senza porre alcun limite operativo. In pratica si prevede una concessione fino a 50 anni a operatori che possano sviluppare un progetto turistico dal potenziale economico per tutto il territorio, in una logica di partenariato pubblico privato, a beneficio (almeno teoricamente) della collettività.

Fino a oggi di operazioni di questo tipo ne esiste solo una, sperimentata a Capo Spartivento, in Sardegna, dove il Demanio incassa un canone di concessione di centomila euro all’anno dai titolari di quello che è diventato un resort di lusso. Dopo i tre fari grossetani e Capo Rizzuto (inseriti nell’avviso pubblicato il 12 novembre), Demanio e ministero della Difesa procederanno alla messa in rete di altri sette fabbricati con identiche caratteristiche. E poi altri quaranta.

Sono i gioielli incastonati nella costa italiana, per la maggior parte in stato di abbandono e degrado e adesso alla ricerca di una nuova destinazione come dimore per ricchi, residenze per vacanzieri, escursionisti, studenti, sportivi, religiosi.

Il 27 settembre a Grosseto si era svolta una riunione operativa, organizzata da Difesa Servizi, alla presenza degli amministratori del capoluogo e di Isola del Giglio, un tavolo tecnico proprio per definire i dettagli dell’avviso di gara uscito due giorni fa.

Nell’occasione tutti i soggetti presenti, a esclusione del rappresentante del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscana, firmarono una dichiarazione di intenti per favorire la riconversione dei fari.

C’è molta attesa intorno a questo pseudo bando, perché si parla di angoli meravigliosi, in grado di diventare autentiche attrazioni turistiche. Ottenere i fari in concessione per cinquant’anni a un canone annuo poco più che simbolico rappresenta infatti un’occasione irripetibile.

Le ventidue pagine dell’avviso hanno chiarito gli aspetti tecnico economici dell’operazione. Innanzitutto chi può concorrere: persone fisiche, imprese individuali, società commerciali, società cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi, raggruppamenti di imprese.

Le buste dovranno pervenire entro le 12 del 12 gennaio 2016 alla Difesa Servizi spa, al palazzo di via Flaminia 335, a Roma. Il plico dovrà essere suddiviso in tre parti: la documentazione amministrativa inerente il soggetto richiedente (che, per inciso, dovrà dare garanzie patrimoniali per 300.000 euro), l’offerta tecnica (cioè il progetto di riconversione e il programma di valorizzazione) e l’offerta economica (cioè la misura del canone annuo da corrispondere, in funzione dell’equilibrio economico del business plan).

Nella valutazione delle offerte e assegnazione dei punteggi si terrà conto di fattori come la fruibilità pubblica della struttura, le connessioni con uno sviluppo locale sostenibile, eventuali attività di networking, soluzioni di recupero del fabbricato, spazi riservati a eventi della cosiddetta marineria (Marina Militare e Difesa) e infine, ovviamente, il denaro che si è disposti a mettere sul piatto sotto forma di canone.

Il 14 gennaio 2016 verranno aperte le buste. Solo in quel momento si potrà conoscere il nome di chi gestirà i tre fari per il prossimo mezzo secolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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