Il Tirreno

Grosseto

Torna nuova la strada per l’Ente

di Fiora Bonelli
Torna nuova la strada per l’Ente

I cingolati usati dalla ditta per i tagli l’avevano distrutta. Ora l’area è accessibile

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CASTEL DEL PIANO. La zona di riserva di pesca sul fiume Ente è stata ripristinata. Un bel risultato per una delle aree più suggestive ai piedi dell’Amiata, quella che costeggia il fiume Ente nel punto in cui si va a incrociare col torrente Zancona, nella valle fra Montenero e Montegiovi, nel comune di Castel del Piano.

Una zona a regolamento specifico no kill (prelievo nullo), istituita dalla Provincia di Grosseto e gestita dall’Associazione italiana libera pesca sport dell’Amiata, che in quindici anni ha gestito un piccolo tratto di torrente. Qui i pescatori oltre alla bellezza del paesaggio ha aggiunto il divertimento per chi pesca a mosca, in un posto che ha conosciuto vari ripopolamenti e la creazione di servizi vari, come l’accessibilità di una zona in cui non esistevano strade.

Anche lì, però, come in altre parti lungo il fiume, si è scatenato, dal novembre scorso, una specie di ciclone, con l’abbattimento incontrollato degli alberi e la distruzione delle strade rese impercorribili dai mezzi cingolati usati dalla ditta del taglio. Il luogo era diventato praticamente inaccessibile, tanto che non era stato nemmeno possibile fare il ripopolamento del torrente.

Dopo le segnalazioni alle istituzioni da parte del presidente dell’Associazione libera pesca, Vittorio Ugurgieri, la questione era stata presa in mano dall’assessore all’ambiente di Castel del Piano Franco Giannetti e adesso grazie a interventi vari sia di ditte edili che della stessa ditta che ha effettuato il taglio, la zona è di nuovo accessibile ed agibile.

La strada di accesso al fiume, che si stacca dalla strada rurale di Montenero d’Orcia, è stata risistemata dalla ditta Bramerini e il percorso lungo il fiume che serve principalmente ai soci per fare i ripopolamenti annuali, è stato ripristinato dalla medesima ditta che aveva provocato il danno.

L’assessore Giannetti aveva preteso dall’impresa, che la zona fosse ripulita e la strada ricostruita come era stata trovata e per la quale l’associazione Libera pesca aveva investito ben 8.000 euro.

«Un luogo speciale, quello del no kill – incalza Ugurgieri – per accedere al quale si sono spesi, negli anni, sia la Provincia che la Comunità montana Amiata grossetana che l’associazione Libera pesca. Siamo soddisfatti che tutto sia tornato a posto. Per cui, dopo il sopralluogo che avverrà presto, dei tecnici della Provincia che valuteranno se i lavori sono stati fatti a regola d’arte, contiamo di poter aprire il no kill. Da mezza Italia ci hanno fatto i complimenti per quel tratto di fiume ben gestito con splendidi pesci e con tante catture. Ora tutto il no kill è di nuovo a posto e siamo pronti a ripartire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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