La manifestazione
Case popolari, controlli anche sui redditi in nero
Il boom di richieste costringe il Comune di Follonica a intervenire su due fronti Nasce il fondo antisfratto e si verificherà la situazione reale degli inquilini
FOLLONICA. Triplicate le richieste di un alloggio da due anni a questa parte e più controlli sugli assegnatari delle case a disposizione dell’ente follonichese.
La situazione purtroppo non accenna a migliorare e anzi sono sempre di più le persone che si rivolgono al Comune per chiedere un’abitazione perché ad esempio hanno perso il lavoro e non riescono più a pagare l’affitto.
«In due anni le richieste sono triplicate – spiega il sindaco di Follonica, Andrea Benini – il trend non accenna a diminuire e serve un cambio di rotta per rendere più fluida la risposta alle emergenze: prima azione da mettere in campo riguarda i controlli, non solo al momento dell’assegnazione dell’alloggio ma anche successivamente. Quello che vogliamo fare è non solo verificare quindi la situazione formale di coloro a cui viene data una casa, che la stessa sia inserita nell’emergenza abitativa o sia un’abitazione popolare, ma anche la situazione reale. Se sono cambiate le condizioni dal momento dell’aggiudicazione magari grazie a un lavoro in nero noi dobbiamo saperlo perché c’è troppa necessità di alloggi».
Più attenzione quindi alla reale situazione economica di chi riceve gli aiuti dal Comune, ma anche rapporti sempre più stretti con i servizi sociali. «Serve un canale continuo con loro per comprendere bene quali siano le soluzioni da adottare», spiega ancora Benini.
Una chance messa a disposizione dal Comune di Follonica a chi si trova in un momento di difficoltà è il Fondo per la prevenzione degli sfratti. Il fondo di circa 30.000 euro che provengono dagli introiti dell’azienda farmaceutica comunale serve all’amministrazione per aiutare chi ha bisogno prima che rimanga senza casa: il Fondo si unisce a quello messo a disposizione dalla Regione Toscana sempre inerente agli affitti, il cui bando solitamente viene promosso in primavera, mentre quello follonichese tendenzialmente arriva a fine estate.
Tempistiche scelte per un preciso motivo: come spiega Benini il denaro regionale arriva nelle tasche di chi ha difficoltà mesi dopo la richiesta, spesso quando la situazione è diventata oramai una emergenza. Con l’altro canale, quello municipale, le famiglie possono avere un supporto più veloce e non andare a finire nelle liste di chi si trova senza casa.
Un altro progetto dell’attuale governo follonichese riguarda lo stabile di via Apuania, stabile di proprietà regionale che per adesso accoglie alcune famiglie in emergenza abitativa. «L'idea è quella di creare una struttura provvisoria, con spazi in comune – conclude Benini – Per rendere adatta la palazzina a questo scopo servono dai 400.000 euro ai 500.000: per adesso ne abbiamo a disposizione la metà».
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