Sicurezza
Un “rubabandiera” 2.0 a colpi di vernice gialla
GROSSETO. Qualcuno ha definito il paintball il “ruba la bandierina del nuovo millennio” e sta diventando un gioco popolare in tutto il mondo. Ideato nel 1976 da Hayes Noel, Bob Gurnsey e Charles...
GROSSETO. Qualcuno ha definito il paintball il “ruba la bandierina del nuovo millennio” e sta diventando un gioco popolare in tutto il mondo.
Ideato nel 1976 da Hayes Noel, Bob Gurnsey e Charles Gaines, fu giocato per la prima volta nel New Hampshire usando una pistola a vernice per segnare gli alberi.
In Italia il primo tentativo fu fatto a Vigevano nel 1989, anche se la partenza ufficiale risale a dieci anni dopo, a Livorno.
Ogni squadra è composta da cinque giocatori. Il paintball ha come scopo, nei casi più comuni, il toccare la base avversaria (si tratta di un bottone acustico da premere) oppure l’eliminazione dell'avversario colpendolo con delle palline di gelatina riempite di vernice gialla, sparate mediante appositi strumenti ad aria compressa chiamati marker (marcatori). Data la velocità d’impatto (al massimo 300 piedi al secondo, 328 km orari per le competizioni internazionali), la capsula della paintball si rompe al contatto con l'obiettivo, rilasciando il contenuto sulla jersey dell'avversario. Contrassegnato una volta da una “paintball”, un giocatore è eliminato. Questo sport viene regolarmente praticato anche a livello agonistico, in competizioni, tornei e campionati in tutto il mondo. Le paintball per legge devono essere totalmente biodegradabili, atossiche ed ecocompatibili.
«Ad alti livelli ogni partita dura pochi secondi – spiega Fabio De Rosa – In Italia si gioca due-tre minuti a match. Vince la sfida chi arriva per primo a quattro, solitamente dopo 20’».
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