Proteste
«Soci iscritti a partiti: è illegittimo»
Grosseto Sicura finisce in un esposto. La replica: «Siamo autorizzati»
GROSSETO. L’associazione Grosseto sicura, impegnata volontariamente di notte per presidiare la città contro ladri e malviventi, finisce in un esposto presentato a prefetto, questore e sindaco. L’esposto, del 9 novembre, porta la firma di Gianni Ponticelli, uno degli animatori della prima ora, poi allontanatosi definitivamente dal gruppo.
Secondo Ponticelli Grosseto sicura non rispetterebbe i requisiti di legge e, nello specifico, violerebbe la norma che vieta agli associati di essere iscritti a partiti politici. «Non sono contrario a queste associazioni e, anzi, sono stato io il primo promotore di Grosseto sicura – spiega Ponticelli – Poi per impegni di lavoro ho lasciato. Ma quando ancora frequentavo il gruppo, però, mi raccomandai perché, chi aveva una tessera di partito, si mettesse in regola per entrare nell’associazione».
Per Ponticelli ciò non è avvenuto; alcuni soci sarebbero ancora tesserati in partiti come Italia Unica e Fratelli d’Italia, ma anche di estrema destra, come Sovranità, costola di Casa Pound. Inoltre non avrebbero svolto i corsi professionali, obbligatori. Da qui l’esposto e la richiesta di dichiarare illegittima Grosseto sicura.
«È solo una persona rancorosa – replica il presidente di Grosseto sicura Antonio Macrì – Né io né gli altri siamo iscritti a partiti. Io sono libero professionista, il vice Claudio Chignolo è agricoltore e il segretario Gino Tornusciolo è nell’esercito. In tutto siamo 13 e comunque siamo stati autorizzati dalla questura». Proprio domani l’associazione ha in programma di presentare le sue attività nella sala Pegaso della Provincia alle 17. (f.f.)
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