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Il palasport fa acqua La protesta del basket

Il palasport fa acqua La protesta del basket

I costosi lavori per rifare il tetto in via Austria non sono ancora ultimati Intanto da alcuni infissi entra la pioggia: attività impossibile, società furiose

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GROSSETO. I genitori hanno provato ad accelerare i tempi armandosi di scopa per pulire il piano superiore del Palasport di via Austria, ma Biancorossa e Pallacanestro Grosseto sono al limite della sopportazione, sull’orlo di una crisi di nervi per l’impossibilità di utilizzare il loro palazzetto per le partite e gli allenamenti.

Qualche componente del consiglio direttivo ha anche minacciato di sciogliere la società, ma rimane il fatto che la situazione è pesante e ci si augura in una rapida soluzione, considerando anche che i lavori per la copertura del tetto e per le opere complementari sono costati complessivamente all’amministrazione comunale 245.000 euro.

«Il palasport di via Austria – dice il presidente Angelo Valentino – doveva essere chiusoper lavori da giugno a settembre. La manutenzione (affidata all’Impresa H.C. di Favara, Agrigento) è però iniziata solo a fine luglio e i lavori (diretti dal geometra Fabio Bianchi) sono fermi da due tre settimane».

«La ditta appaltatrice – prosegue il presidente – ha completato il tetto e ha montato le finestre nuove. Purtroppo alcuni infissi sono arrivati rotti ed invece di mettere i pannelli di legno da cantiere l’impresa ha lasciato tutto aperto. Un errore che ha avuto come conseguenza l’allagamento del parquet montato due anni fa. Il legno si è gonfiato e va quindi rasato. L’azienda però ha tolto l’impalcatura e se n’è andata. In attese delle nuove finestre poteva essere almeno sistemato il parquet».

Un ritardo che sta mettendo in ginocchio non solo la Pallacanestro Grosseto, che ha in gestione l’impianto, ma a altre associazioni, come la lega basket Uisp che utilizzano la palestra. «La nostra società – aggiunge Valentino – sta subendo un danno enorme a livello enomico. A parte il fatto che dobbiamo trovare gli impianti dove far allenare le nostre otto squadre, siamo costretti a chiedere ospitalità per le partite interne. Abbiamo giocato ad Orbetello e Venturina, allenando anche in palestre non idonee per l’Under 18 come quella di via Meda. Avevamo anche pensato di sistemarci al Palasport di Neghelli per tutta la stagione, ma ci sono state chieste 250 euro al giorno e non possiamo sostenere questo ulteriore costo».

Genitori, tecnici e dirigenti si augurano che questo esilio finisca il prima possibile, per non veder svanire i sacrifici fatti negli ultimi anni. (m.cal.)

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