Il Tirreno

Grosseto

Analisi del sangue, infermieri in allarme

di Giovanna Mezzana
Analisi del sangue, infermieri in allarme

Arrivano nuove apparecchiature, i sanitari: «Devono usarle i tecnici, se ci mettiamo a fare i prelievi i pazienti chi li guarda?»

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GROSSETO. Negli ospedali della Maremma – prima tappa presumibilmente Orbetello e Massa Marittima, poi Grosseto – sono in arrivo nuove apparecchiature per gli esami del sangue. Saranno usate per i test che di solito si fanno al paziente che giunge al pronto soccorso e per moltissimi altri esami di routine. Tali apparecchi montano una nuova tecnologia, la Point of Care Testing, e in gergo si chiamano Poct. L'Asl investe per rinnovare il parco-macchine su input della Regione Toscana, che già nel 2008 aveva previsto un riordino della medicina di laboratorio. E questo in teoria è positivo. In pratica, però, l'arrivo delle macchinette manda in tachicardia i professionisti che si occupano della salute del cittadino: gli infermieri in prima battuta, che chiedono chiarimenti all’Azienda convinti che siano i tecnici – e non loro, i sanitari – ad avere le competenze per usare la nuova tecnologia nel modo corretto. E qui da prettamente “sindacale” la questione – su cui di recente è intervenuto anche il collegio grossetano di Ipasvi (la Federazione che rappresenta la professione infermieristica) diventa di pubblico interesse.

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Gli esami. Secondo quanto l’Asl ha riferito al personale, le Poct verranno battezzate al pronto soccorso. Sono pensate infatti per gli esami del sangue che si fanno in regime di urgenza e quindi l’emocromo (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine) o gli enzimi cardiaci (quando è in corso o si teme l’arrivo di un infarto, ma anche per tutti i prelievi che servono per misurare la funzionalità epatica, renale, la glicemia.. Si parte con l’utilizzo nei pronto soccorso e poi le nuove apparecchiature saranno utilizzate anche in reparto.

Chi deve fare cosa. Chi è che deve fare il prelievo al paziente? Il tecnico? L’infermiere? Il medico? Lo fa chi ha le competenze per farlo. «Noi crediamo che siano manovre di competenza dei tecnici e non dei sanitari» osserva Marco Marocco, rsa Nursing Up Grosseto, sigla sindacale assai rappresentativa dell'universo-infermieri. A Marocco chiediamo quanto queste nuove “macchinette” siano attendibili e se può esserci il rischio di errori nei risultati delle analisi: «Possiamo avere dei dubbi – risponde – ma non siamo in grado di affermare che producano misurazioni non corrette. La nuova apparecchiatura in sé per sé può essere precisissima ma il problema è come viene usata».

«Vogliamo chiarezza». Gli infermieri hanno chiesto chiarimenti all’Azienda. «L’ultimo incontro c’è stato più di un mese fa – precisa Marocco – e poi non abbiamo saputo più nulla. Abbiamo chiesto dati tecnici e che l’Asl stabilisca e ci comunichi quali sono le procedure e i protocolli da seguire per l'utilizzo di queste apparecchiature. L’Azienda deve chiarire che cosa deve fare il medico, l’infermiere, il tecnico». Le nuove apparecchiature sono già state acquistate e già a disposizione dell’Asl. «Se non saranno chiariti questi punti – dice la rsu – diffideremo l’Azienda dall’andare avanti in virtù anche della sentenza del Tar della Toscana. Ovvio è che non vorremmo arrivare fino a questo punto» di rottura.

La sentenza. Il Tribunale amministrativo regionale si è infatti già espresso sulle Poct per un ricorso proposto da dirigenti sanitari del sistema sanitario nazionale e da tecnici biologi . La sentenza del Tar va nel solco degli infermieri, secondo Nursing Up: «annulla una delibera della Regione – dice Marocco – e dispone ulteriori verifiche».

E i pazienti? . Il problema secondo gli infermieri è anche un altro. Ammettiamo che si stabilisca – nero su bianco – che l’uso dei nuovi macchinari non sia competenza esclusiva dei tecnici ma sia un’incombenza che possono/devono sbrigare anche gli infermieri e finanche i medici. «A questo punto – si interroga Marocco – qual è l’impatto in termini di tempo tolto all’assistenza del paziente?». Se l’infermiere è impegnato nel fare le analisi del sangue ruba tempo all’assistenza da dedicare ai pazienti – idem il medico – ragiona Nursing Up. E le Poct entreranno in funzione nei pronto soccorso dove il tempo a disposizione è tutto fuorché una variabile secondaria, trascurabile, accessoria. Gli infermieri chiedono all’Azienda come intende sopperire a questo.

Il rischio. La novità si riverbera anche sui tecnici che già si erano mossi ricorrendo al Tar. Se infermieri e medici potranno assolvere a funzioni che sembravano una loro prerogativa, in futuro – è il timore – si tenterà di risparmiare sulla loro presenza? Ad esempio concentrandoli la mattina e riducendo la loro presenza sugli altri turni. Speriamo che “sotto” non ci sia questo.

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