La manifestazione
Affresco dell’Abbondanza Affidato il restauro
L’incarico va alla ditta pistoiese che si occupò del primo intervento In quell’occasione non mancarono le polemiche per un “dettaglio osè” sparito
MASSA MARITTIMA. Va avanti a passi spediti il progetto per il restauro e la valorizzazione delle Fonti dell’Abbondanza, uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi della Massa Marittima medievale. Dalle opere edilizie a quelle di illuminazione, dalla spettacolarizzazione della struttura fino al restauro più importante, quello pittorico. Ed è qui che si concentra l’attenzione degli appassionati, dato che su quelle mura storiche è impresso un’opera unica al mondo: l’Albero della Fecondità, la famosa pianta dai frutti fallici con sotto una schiera di donne che lottano per riuscire ad riempirsi le ceste con le sue prelibatezze. Un compito importante, insomma, affidato dall’amministrazione comunale alla Arc restauri di Giuseppe e Massimo Gavazzi, la stessa ditta pistoiese che si è occupata dell’ultimo restauro sull’opera.
Un restauro molto contestato, dato che alla fine uno dei frutti fallici ne uscì castrato. Il caso ebbe risonanza internazionale, più per la curiosità della vicenda che altro.
A tirarlo fuori fu Gabriele Galeotti, architetto, oggi consigliere comunale di Massa Comune ma al tempo (era il 2011) solo un esponente, che scrisse direttamente al ministero per illustrare la faccenda. Ne venne fuori una discussione infinita, in cui la Soprintendenza dei Beni Artistici di Siena difese il lavoro fatto dai restauratori, sostenendo che quell’evirazione artistica non comprometteva il senso dell’opera.
Acqua passata, anche se il frutto castrato è sempre lì. E anche questa volta sembra che una spinta verso questa aggiudicazione l’abbia data la Soprintendenza stessa, vista la fiducia che ripone nella ditta pistoiese, frutto di molti lavori di restauro portati avanti insieme.
Sia come sia, a breve comunque i tecnici dell’Arc restauri metteranno di nuovo mano all’Albero della fecondità, forti anche di un’esperienza su questo disegno che forse non ha eguali in Toscana, anche se, per ora, il suo compito sarà limitato al mettere in piedi le opere di preparazione al restauro, ossia protezione affresco arcata centrale, ponteggi, relazione documentale e documentazione fotografica.
Ma è probabile che questo incarico sia il preludio che porterà al restauro stesso delle opere in seno alle Fonte dell’Abbondanza.
Il Comune, dal canto suo, ha incaricato la ditta pistoiese vista l’offerta presentata dalla stessa, in modo corretto, a dire degli uffici la migliore.
Lo stesso metodo utilizzato per tutti gli altri interventi previsti per la realizzazione del progetto, che ammonta a circa centomila euro d’investimenti.
Per il momento è stata approvata la Fase 1, che si declina in diversi interventi. Nelle sue carte infatti è previsto il restauro pittorico sull’arcata sinistra dell’Albero e la preparazione per quello che sarà il restauro dell’arcata centrale, che comprende ponteggi e la realizzazione dei documenti fotografici.
Contemporaneamente, prenderanno il via le opere del restauro pittorico in generale, accompagnate da opere edili e d’installazione di reti di chiusura e rimozione per la riparazione delle piccole parti d’intonaco.
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