Il Tirreno

Grosseto

A scuola di comportamento con il padrone

A scuola di comportamento con il padrone

Oggi verrà fatta l’autopsia sul pastore maremmano. Tante soluzioni prima dell’abbattimento

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GROSSETO. Non esistono cani pericolosi per razza. Lo dice anche la legge. Esistono però cani che possono avere dei comportamenti aggressivi. E le soluzioni che il legislatore ha trovato sono diverse e devono essere scelte caso per caso. A spiegare quello che è possibile fare in questi casi è Paolo Madrucci, direttore del Servizio veterinario dell’Asl 4. «È il binomio cane padrone che oggi viene studiato - spiega Madrucci - perché spesso i comportamenti aggressivi degli animali sono lo specchio di una gestione sbagliata da parte degli uomini».

È presto, ancora, per capire cosa sia scattato nella testa del pastore maremmano che ha aggredito Veronesi. «oggi sarà fatta l’autopsia sull’animale - dice il direttore del servizio veterinario - per escludere che il cane avesse la rabbia. Dopodiché, se le analisi fossero positive, procederemo con la profilassi sull’uomo che è rimasto ferito».

Fino al 2010, il ministero della sanità aveva fatto una lista di cani pericolosi, dove erano state inserite alcune razze. Una scelta, quella, che è stata rivista. La normativa ora parla chiaro. «Bisogna sempre valutare il comportamento dell’animale - dice Madrucci - e quando un cane morde qualcuno viene tenuto sotto osservazione per almeno dieci giorni». In quel periodo, oltre al test per la rabbia, il cane viene anche studiato da un punto di vista del comportamento e al padrone viene somministrato un questionario per capire meglio la situazione. Dopodiché è l’Asl a chiedere al sindaco di emettere un’ordinanza per risolvere la situazione. «Nei casi meno gravi resta obbligatorio l’uso della museruola e del guinzaglio - spiega il direttore - oltre all’assicurazione per danni a terzi. Poi, man mano che i comportamenti aggressivi sono più evidenti, vengono presi anche altri accorgimenti».

I padroni potrebbero essere costretti a installare le ringhiere nel giardino, per evitare che il cane possa venire a contatto con le persone che camminano per strada oppure possono essere chiamati a sottoporre l’animale a una terapia farmacologica per il contenimento degli sbalzi dell’umore del cane e l’obbligo di portarlo a una scuola di addestramento. «Scuola che in alcuni casi deve essere frequentata anche dai proprietari - aggiunge - quando ci rendiamo conto che chi deve gestire un animale non è capace di farlo».

Ma ci sono casi nei quali Fido può anche essere tolto al legittimo proprietario, quando, ad esempio, un cane aggressivo è di proprietà di qualcuno condannato per maltrattamenti.

L’abbattimento, invece, scatta soltanto nei casi più gravi. «Quando il cane è davvero un pericolo - spiega - e non è possibile recuperarlo». Ma sono casi eccezionali, che si verificano al massimo una volta all’anno.

Francesca Gori

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