Il dolore
Peep Pizzetti verso la resa dei conti
Quattrocento famiglie con il fiato sospeso per il consiglio comunale decisivo. Intanto il debito sale a 8 milioni, vanificando lo “sconto”
GROSSETO. Prendere o lasciare. Lunedì 16 novembre sarà la resa dei conti per il Peep Pizzetti. Alle 9 si riunisce il consiglio comunale con un unico argomento in discussione: il riconoscimento del debito fuori bilancio per saldare gli 8 milioni di euro che spettano alle sorelle Cavalli – proprietarie dei terreni acquistati anni fa da nove cooperative edilizie che vi hanno costruito centinaia di appartamenti, oggi abitati da circa 400 famiglie – e l’approvazione del pagamento in tre anni.
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Dopo che due settimane fa alcuni consiglieri comunali hanno chiesto tempo per approfondire la proposta di transazione della giunta, costringendo il Comune a ritirarla, lunedì si va al voto con una nuova delibera di indirizzo del governo cittadino, che insiste sulla bontà della proposta. «Se i consiglieri chiedono un’altra proroga non la concedo. A un certo punto bisogna decidere altrimenti rischiamo di non trovare più la disponibilità della controparte», avverte il sindaco Emilio Bonifazi.
Otto anni di tira e molla. Come è noto nel 2007 la Corte costituzionale ha innalzato al valore di mercato il prezzo dei terreni espropriati per finalità sociali. Le Cavalli avrebbero dovuto avere altri 7,747 milioni di euro, come ha stabilito nel 2013 la Corte d’appello alla quale si erano rivolte. Per le 400 famiglie che abitano al Peep Pizzetti fu un fulmine a ciel sereno: per contratto il conguaglio è a loro carico.
Lo “sconto” sul conguaglio. Il Comune, attraverso i suoi funzionari, dirigenti e avvocati, ha avviato dunque una trattativa con le proprietarie e alla fine si è trovato un accordo per 6,99 milioni, con un risparmio di oltre 750.000 euro per l’ente.
Le polemiche. L’operazione è stata accompagnata, però, da roventi polemiche, oltre che di molti proprietari, anche da parte di partiti e gruppi d’opposizione, che hanno parlato di «mala gestione» della faccenda e di «furto ai danni dei cittadini», chiamando in causa anche le cooperative costruttrici. Così si è arrivati al consiglio comunale di fine ottobre, che ha rimandato l’argomento Peep a lunedì per permettere ai consiglieri di fare degli approfondimenti.
Commissione semideserta. Questi approfondimenti evidentemente si scopriranno solo lunedì in consiglio, dato che martedì scorso la seconda commissione presieduta da Saimo Biliotti (Pd), convocata all’uopo, è stata disertata da sei membri su otto. E se è vero che si trattava dell’ennesima commissione sull’argomento, è anche vero che, dopo le dichiarazioni di urgenza di discutere e scavare nei meandri della proposta avanzata dalla giunta, colpisce che proprio il luogo deputato alla discussione e all’approfondimento dei temi sia stato così snobbato.
La delibera di indirizzo. La giunta Bonifazi dal canto suo, come detto, resta ferma sulla propria proposta di transazione e il 3 novembre ha adottato una delibera di indirizzo rivolta al consiglio comunale per invitarlo ad approvare la transazione. «Con questa delibera la giunta ha voluto ribadire l’importanza di questo risultato che è il più possibile vantaggioso per il Comune», spiega Bonifazi in riferimento allo sconto ottenuto. «Da parte nostra in queste due settimane abbiamo valutato se sia possibile prevedere una redistribuzione del denaro in 5 anni, invece che in tre – spiega ancora – e stiamo ancora verificando». Una cosa per Bonifazi è certa: «Ritengo che sia stato giusto, di fronte ad argomenti importanti, avere più di tempo per approfondirli. Però a un certo punto bisogna decidere altrimenti rischiamo di non trovare più la disponibilità nella controparte».
Debito tornato a 8 milioni. Intanto, mentre si discute di transazioni, sconti, responsabilità, il tempo passa e il debito aumenta. Tanto che si è arrivati a una situazione paradossale.
A fronte dei 6,99 milioni che il Comune è riuscito a strappare come prezzo ultimo alle sorelle Cavalli, si sono accumulati interessi legali per 1,05 milioni. Cosicché il Comune, ad oggi, deve versare alle proprietarie a 8,04 milioni, vale a dire più di quanto non spettava loro all’inizio. E ogni giorno che passa gli interessi aumentano.
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