Il Tirreno

Grosseto

«Il giocattolo Grossetofiere funziona»

di Enrico Pizzi
«Il giocattolo Grossetofiere funziona»

Il direttore chiude la polemica dopo le dimissioni di due consiglieri: «L’anno prima di fare il polo si dimise tutto il cda»

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GROSSETO. La bufera su Grossetofiere? Una tempesta in un bicchier d’acqua a sentire il presidente della società per azioni, Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il direttore Carlo Pacini.

I vertici di Grossetofiere non entrano nel merito delle motivazioni che hanno spinto due componenti del consiglio di amministrazione – Andrea Masini, rappresentante di Coldiretti, e Grazianio De Santis, rappresentante di Confesercenti – a rassegnare le dimissioni lunedì. Ci sarà spazio nel consiglio di amministrazione di domani per un chiarimento prima della presa d’atto delle dimissioni stesse.

Vivarelli Colonna si limita a sottolineare che non c’è mai stata bufera su Grossetofiere e che anzi il cielo sopra la società non è mai stato più limpido, e poi ringrazia i due consiglieri di dimissionari per come hanno sempre accompagnato il lavoro fatto dalla società.

Dunque, avanti con i programmi, a partire dal Oltre Idea Sposi, la fiera che si inaugura sabato. E Pacini spiega che in tanti anni ha visto almeno una ventina di consiglieri dimettersi, senza che la società ne subisse contraccolpi. «Un anno – dice – si dimise in blocco tutto il cda, eppure l’anno dopo realizzammo il polo fieristico del Madonnino».

Semmai Pacini tiene a fare alcune precisazioni, su quanto riportato dalla stampa nei giorni scorsi, veicolato dalle voci che si sono rincorse attorno alla vicenda. Innanzitutto una precisazione sulla situazione di Grossetofiere, prima dell’avvento di Vivarelli Colonna alla presidenza.

«I bilanci di Grossetofiere – spiega – hanno sempre permesso di gestire al meglio la società e di mantenere con continui investimenti la struttura fieristica, senza gravare sui soci, soprattutto pubblici, e quindi sulle tasche dei cittadini, aumentando il valore del Centro Fiere». E poi «per Grossetofiere in passato – dice ancora Pacini – non si è mai parlato di liquidazione, in quanto i dati contabili sono sempre stati eccellenti, ma il ridimensionamento che si è fatto è stato un esempio virtuoso di precauzione ed è stato deciso dal cda presieduto da Riccardo Breda, per allinearsi alle linee guida sulle normative delle società partecipate pubbliche della cosiddetta riforma Cottarelli che sembrava dovesse essere approvata. Grazie anche a queste manovre oggi la società è ancora più solida con i bilanci in piena sicurezza».

Insomma, «il giocattolo Grossetofiere funziona bene come sempre e anche i centri fiera più dimensionati – dice – si complimentano per la corretta gestione, in completo autofinanziamento e la Regione, non a caso, per la prima volta ha riconosciuto a Grossetofiere un ruolo organizzativo su un’importante iniziativa di promozione turistica».

Un’altra precisazione riguarda le future partnership di Grossetofiere. Non si tratta della possibilità di entrare nel capitale sociale di Fiera di Vicenza, di 6,5 milioni di euro, ma a Grossetofiere è stata offerta la possibilità di entrare nel capitale della società Game Fair Italia di cui Fiera di Vicenza possiede il 69 per cento. Una prospettiva che Grossetofiere sta valutando, «analizzando i dati contabili di Game Fair con grande serenità, per prendere successivamente, insieme ai soci, una decisione nell’ottica di mantenere positivi i dati di bilancio».

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