Il Tirreno

Grosseto

Alluvione, 150 pronti a far causa

di Ivana Agostini
Alluvione, 150 pronti a far causa

L’avvocato Giusti sta preparando gli atti per intentare un’azione pilota e valutare una richiesta danni

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ALBINIA. «L’unica speranza per ottenere i risarcimenti per gli alluvionati rimane la causa Facciamo chiarezza», spiega l’avvocato Gilberto Giusti al quale oltre 100 alluvionati si sono rivolti. La causa a lui affidata è destinata ad accertare, ove ve ne fossero, eventuali responsabilità in ciò che accadde esattamente tre anni fa, il 12 novembre 2012.

Il legale sta lavorando per avviare una causa pilota, ovvero quella che darà il la all’accertamento delle eventuali responsabilità. Gli alluvionati che si sono rivolti a lui sono circa 150 e tutti speranzosi di poter ottenere quel ristoro che non sono ancora riusciti ad avere dai rimborsi ottenuti dalla Regione Toscana. Nelle case di coloro che hanno aderito alla causa facendo un versamento di 100 euro stanno arrivando mail nelle quali si ricorda che l’avvocato sta predisponendo gli atti che serviranno agli alluvionati per avere il risarcimento di quanto perso.

Entro fine anno, l’avvocato tornerà in Maremma per incontrare la popolazione e fare il punto della situazione in un’assemblea che organizzerà l’associazione Vita. «Sono trascorsi tre anni - ricorda l’avvocato - dalla grande alluvione che ha colpito Albinia e tutte le campagne dal Ponte della Marsiliana fino al mare, invase dalle acque del fiume Albegna e dal torrente Radicata - Magione. Due anni dopo, il 14 ottobre, un’altra alluvione ugualmente dolorosa per vittime e danni materiali. In questo tempo la Procura della Repubblica di Grosseto – continua il legale - ha aperto due procedimenti, uno per ciascuno dei due eventi, al fine di valutare dinamiche, eventuali mancanze e responsabilità. Sono state eseguite perizie e controperizie, ma per adesso resta certo solo il fatto dell’alluvione e delle disgrazie che ha causato».

In tutto questo disastro che ha colpito la Maremma Giusti riesce però a trovare un punto positivo. «Si deve dare conto che la Regione Toscana, anche per le forti sollecitazioni ricevute dai comitati e dalla popolazione terrorizzata dal ripetersi di eventi così incontrollabili e dalla furia dell’Albegna, ha concretamente messo in atto sia la progettazione, con la futura esecuzione della cassa di espansione di Campo Regio, discussa e avversata dai residenti della zona, sia il ripristino dell’efficienza idraulica e messa in sicurezza del fiume Albegna, mediante il recupero della sezione idraulica e la costruzione dell’argine remoto».

L’avvocato Giusti riconosce, dunque, un ruolo importante ai comitati degli alluvionati nell’aver ottenuto quanto meno la parziale messa in sicurezza del territorio. «L’associazione Vita, il Presidio di Marsiliana e il Ponte hanno avuto un ruolo importante per far partire i lavori».

La sicurezza idraulica però non metterà a tacere tutto quello che è successo e i danni che sono stati subiti dagli alluvionati da quel mare di fango che travolse tutto. «Resta ancora la speranza affidata alla causa civile di ottenere il pieno risarcimento dei danni subiti da queste ingiuste catastrofi che hanno trovato un territorio impreparato e le opere idrauliche interrate per il grande apporto di sedimenti, senza che si provvedesse, come oggi si fa, al ripristino della loro sezione regolare».

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