Italia
Muore a cinquant’anni infermiere e sindacalista
Grosseto, Giacomo Fatarella aveva affrontato missioni all’estero e fondato Nursing up Instancabile sul lavoro, era malato da tempo. Stamani la messa all’ospedale
GROSSETO. Quando se ne va un amico, inevitabilmente si finisce per ricordare i tempi trascorsi insieme. Quando se ne va così presto, come è successo a Giacomo Fatarella, un uomo di appena 50 anni, il cordoglio finisce per colpire anche quelli che lo avevano conosciuto appena. Grosseto ritorna il paesone in cui tutti più o meno si conoscono. Ma Giacomo, infermiere del 118, non solo era molto conosciuto, ma anche benvoluto da tutti.
Se n’è andato nella notte tra lunedì e martedì. Alla fine si è dovuto arrendere – un paradosso per chi di lavoro normalmente cura il prossimo – a un brutto male che lo aveva già colpito dieci anni fa e che, subdolo come solo certe malattie sanno essere, lo ha inseguito sino a riprenderlo quattro anni or sono, malgrado lui abbia lottato con tutte le sue forze, tanto da sembrare più volte di poterlo vincere.
Ma chi era Giacomo Fatarella? Negli ultimi anni era stato responsabile del 118 territoriale. Si occupava anche di protezione civile, teneva i contatti tra gli altri, con la guardia costiera e coordinava le varie operazioni appunto territoriali. Come non ricordare l’immane lavoro svolto, quando già malato, la Concordia decise di far naufragio all’Isola del Giglio? Per quello ricevette anche un premio, assieme al dottor Robusto Biagioni, dall’Ordine dei medici.
Fatarella non era nuovo a imprese estreme e difficili. Aveva lavorato anche all’estero con la Croce Rossa, come quando, dieci anni fa, era stato per un mese a Baghdad.
Una persona per bene, sempre pronto ad aiutare ed ascoltare tutti. Umile con i colleghi, come ricorda Vanni Pastorelli, responsabile dell’elisoccorso, e tutti lo ricordano col sorriso triste. Era stato anche un attivo sindacalista. Anni fa, non senza battaglie, aveva fondato il sindacato autonomo degli infermieri “Nursing up”.
Grande appassionato di baseball, ai tempi d’oro del Bbc, non si perdeva una partita. Ma pure tifoso della Juventus che spesso in passato aveva seguito con gli amici.
Malgrado la malattia che curava a Milano, è rimasto operativo fin quando ha potuto. Tutto, senza perdere mai di vista il proprio lavoro che ha sempre svolto con grande professionalità, sino al giugno scorso, quando lo ha costretto a rimanere a letto. Un male affrontato con coraggio, come ricordano quelli che lo hanno vissuto sino all’ultimo.
La comunità professionale, perde un suo importante rappresentante. Gli amici e i colleghi, molto di più. Sposato da qualche anno con Laura, una collega, lascia in lei e nel figlio, un immenso vuoto che certo le parole non potranno colmare. Resta, il ricordo del suo sorriso, di quelle giornate ormai lontane trascorse insieme in maniera spensierata.
Stamani alle 10 la messa nella cappella dell’ospedale, poi la salma sarà cremata a Livorno.
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