Il dolore
Il piano della Protezione civile illustrato a operatori e cittadini
Nel terzo anniversario dell’alluvione che devastò Albinia lo strumento comincia a entrare in funzione Il Comune: «L’abbiamo presentato a dirigenti e assessori: ora faremo incontri con la popolazione»
ORBETELLO. «Abbiamo iniziato gli incontri con la Protezione civile». Lo rende noto il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, spiegando come stia iniziando a diventare operativo il piano di protezione civile del Comune lagunare.
«Abbiamo iniziato a fare incontri con i dirigenti e gli assessori - dice il sindaco - perché tutti devono conoscere il piano di protezione civile. Abbiamo incontrato tutte le forze dell’ordine e i dirigenti scolastici e la Asl per iniziare a ragionare con loro come impostare il piano in maniera esecutiva».
Dopo questa serie di incontri destinati a coloro che poi dovranno, nel caso di eventi calamitosi o di altra natura, agire per dare esecuzione al piano di protezione civile dovrebbe essere la volta dei cittadini del comune di Orbetello.
«Alla popolazione - continua la Paffetti - verrà spiegato come comportarsi quando arriva la telefonata dell’alert system, cosa vuol dire, dove saranno i punti di accentramento della popolazione e tutto ciò che concerne la situazione di emergenza». Secondo il primo cittadino sarebbe opportuno creare figure di collegamento presenti sul territorio. Per la Paffetti tutto funzionerebbe meglio se anche sul territorio ci fossero persone specifiche alle quali poter far capo nelle situazioni di emergenza. «Punti di riferimento che sarebbe importante riuscire a coordinare. Dopo tutto - dice il sindaco - la Protezione civile è fatta di volontariato. Nella mente delle persone dev’entrare un concetto di rete fatta di figure che vadano a integrarsi con gli operatori della Protezione civile per avere la sicurezza che ogni parte del territorio sia coperta». Il comune ha avuto due esperienze: l’alluvione del 2012 (di cui ricorre domani l’anniversario) e l’alluvione del 2014. Nel 2012 molte cose purtroppo non funzionarono. Nessun allarme venne dato alla popolazione che si rese conto dell’alluvione quando era troppo tardi e l’acqua era già troppo alta per poter mettere scappare e mettere in salvo almeno le auto. Nel 2014 le cose andarono meglio, dal punto di vista organizzativo, per tutta una serie di eventi e anche grazie all’esperienza maturata nel 2012. L’attuale piano di protezione civile costituisce una integrazione al piano del 2010 in uso al Comune di Orbetello fino all’approvazione del nuovo strumento. Il documento ha visto al lavoro un ingegnere idraulico. Sono state prese in esame tutte le informative che dopo l’alluvione 2012 erano state fornite dai vigili del fuoco e dalla stessa protezione civile. Nel 2013 è stata poi redatta una direttiva alluvione elaborata dalla Regione in cui si sono mappati i territori soggetti ad alluvione. Sono stati individuati i punti sensibili: le abitazioni e le attività produttive. Studiato il collasso arginale che ha caratterizzato il torrente Radicata - Magione.
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