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Grosseto

Ex Molendi I tempi si allungano

MASSA MARITTIMA. La vicenda ex Molendi potrebbe avere tempi ben più lunghi di quello che si crede. In ballo c’è un risarcimento salatissimo, che può andare dai tre milioni di euro (la richiesta...

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MASSA MARITTIMA. La vicenda ex Molendi potrebbe avere tempi ben più lunghi di quello che si crede.

In ballo c’è un risarcimento salatissimo, che può andare dai tre milioni di euro (la richiesta della società Porta al Salnitro) a qualche centinaio di migliaia di euro (la primissima stima del Comune), che penzola come una scure su Massa Marittima.

La prossima tappa in agenda è per il 13 gennaio, quando verrà discusso il ricorso in ottemperanza presentato dal privato per riscuotere il debito, dopo che già due sentenze gli hanno dato ragione, ma probabilmente non sarà quello il giorno della parola definitiva. «Il 13 gennaio il Tar probabilmente si limiterà a prendere atto delle perizie di parte che dovremo consegnare entro la fine dell’anno e a nominare un Ctu (consulente tecnico d’ufficio), che ragionevolmente avrà bisogno di alcuni mesi per redigere il proprio atto – dice il sindaco Marcello Giuntini - Ci aspettiamo una sentenza tra il giugno e il dicembre del 2016 dopodiché, se una delle parti non dovesse essere soddisfatta dal pronunciamento, non sarebbe da escludersi un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato».

C’è tempo insomma per scrivere la parola fine su questa vicenda, iniziata con quel progetto mai partito della Porta al Salnitro approvato dal Comune massetano.

Da allora ci sono stati due gradi di giudizio (sempre a favore del privato), ma ancora una cifra vera e propria per quantificare il risarcimento non c’è. E se da una parte la società ha presentato il ricorso in ottemperanza, dall’altra va avanti la trattativa con il Comune. «Noi privilegiamo la soluzione di un accordo, perché solo così si potrà avviare un sereno percorso di riqualificazione dell’area che consenta il superamento della situazione di degrado, soluzione che interessa particolarmente al Comune di Massa Marittima, nell’interesse di tutta la collettività – continua Giuntini - La possibilità di riqualificare l’area è un obiettivo su cui tutti concordano, ma è chiaro che questo nostro interesse non può essere utilizzato dalla società per alzare a dismisura l’asticella in sede di trattativa».

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