Sicurezza
Accusato di truffa e prosciolto ex allenatore del Grosseto
MODENA. In cinque anni nessuno dei magistrati che si erano occupati di lui si era accorto che la denuncia nella quale era accusato di truffa era stata presentata oltre i termini di legge. Ieri...
MODENA. In cinque anni nessuno dei magistrati che si erano occupati di lui si era accorto che la denuncia nella quale era accusato di truffa era stata presentata oltre i termini di legge. Ieri durante l’arringa nel procedimento tenuto a Modena il suo difensore ha ricordato questo dettaglio fondamentale e il giudice ne ha preso atto sentenziando il suo proscioglimento.
Per l’allenatore di calcio Stefano Cuoghi, modenese residente a Viareggio, con un passato anche alla guida del Grosseto, è arrivata così una sentenza di «non luogo a procedere» che annulla la portata di un processo durato un anno.
È l’effetto dell’asso giocato dal suo difensore, l’avvocato Flavia Sandoni, che alla precedente udienza tra una domanda e l’altra aveva chiesto alla parte civile – un ex amico di Cuoghi – quando ha capito che i 22.000 euro non li avrebbe riavuti indietro. La presunta vittima ha risposto che lo sapeva dal marzo 2010. Ma la denuncia è stata presentata nel novembre 2010. Quindi oltre i 90 giorni previsti dalla legge. E al momento dell’arringa, dopo che la pubblica accusa aveva chiesto una condanna, all’avvocato Sandoni è bastato ricordare quella testimonianza che metteva un preciso paletto cronologico per far saltare tutto il processo. In subordine la difesa aveva chiesto l’assoluzione, ma il giudice non ha neppure potuto valutare il peso delle testimonianze e delle prove raccolte. La parte civile, assistita dall’avvocato Barbara Tassi, ora inizierà una causa civile per risarcimento.
In ogni caso proprio ieri Cuoghi ha raccontato la sua versione dei fatti, più semplice e diversa di quella finora sostenuta dalla presunta vittima. L’allenatore ha detto al giudice di aver ricevuto quella somma ma che non si trattava di un investimento, come sostenuto dalla presunta vittima, bensì di un prestito da quello che allora era un suo amico. E che quando l’amico gli ha chiesto la restituzione, in parte lo ha rimborsato, in parte no perché non aveva più denaro. Cuoghi ha ribadito di essere in buona fede.
Carlo Gregori
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