Il dolore
Vasi rotti e vomito, far west in centro
Brutto risveglio per commercianti e residenti dopo la notte brava tra scooter rovesciati per terra e fioriere ribaltate
GROSSETO. Scuotono il capo. Le mani restano appoggiate sui fianchi. Lo sguardo taglia pensieri fatti di malinconia e rabbia. Ennesima notte brava in centro storico a Grosseto. E i commercianti, che ogni giorno si rimboccano le maniche per cercare di tirare avanti e rendere migliore quel che dovrebbe essere il salotto buono della città, restano così. Sgomenti.
Tutto avviene nella notte tra sabato e domenica, quando un folto gruppo di teppistelli semina il caos nel cuore del capoluogo. Sono tutti ragazzi. Minorenni, assicura chi li ha visti. Da piazza della Palma sino alle vie San Martino, dell’Unione e Galilei. Vasi sfasciati, fioriere ribaltate, scooter buttati per terra. E molto altro. Qualche giovane, in preda all’alcol, rimette per strada. Altri s'accasciano stremati per poi ripartire con i danneggiamenti, i dispetti, le bravate. Ovvio, nelle grandi città accade questo e altro. Ma Grosseto è un paesone. E la gente è al limite. Residenti stufi. Anche i residenti assistono alla prova d’inciviltà di ragazzi e ragazze su di giri. «Eppure questi ci torneranno a casa, no?» dice una donna affacciata a una finestra tra piazza Dante e via San Martino. Insomma, pure chi alloggia in centro storico non ne può più. Anche perché nel caos è capitato finissero a terra scooter e biciclette. Senza considerare gli escrementi fatti a ridosso degli edifici; i fanali delle auto spaccati; gli specchietti dei cinquantini spezzati. Stavolta, il passaparola riguardo quel che è accaduto sabato notte parte proprio da una residente del centro: «ho avvisato alcuni commercianti amici, mandato loro foto per far vedere cosa era successo. Pure noi siamo stanchi di tutto questo».
Baristi nel mirino. «Così non si può andare avanti – spiega Matteo Santoni dell’osteria Farniente - Abbiamo rimesso in sesto una piazza fino a pochi anni fa abbandonata, fatto investimenti. Ma non è possibile lavorare con un centinaio di ragazzetti ubriachi davanti al locale. Tutta gente che spesso dà il via a risse». Nella notte di sabato «tre ragazzi hanno fatto a botte. Durante la serata sono intervenuti pure i carabinieri. Ma intanto ci sono stati danni grossi. Qui sono state distrutte piante, mentre alcune poltrone e tavoli sono scomparsi». Per Santoni il problema è l’abuso di alcol. E punta il dito contro chi «vende superalcolici a un euro o poco più. Un modo di fare a dir poco sbagliato».
Ma anche nel commentare quel che accade c’è chi si divide. Sì, perché non tutti puntano il dito verso chi somministra alcolici a prezzi bassi. Pure in quella che per molti è una delle più belle zone del centro città, via Galilei, i teppistelli si sono divertiti. Ma la responsabilità, a parere di diversi commercianti, è delle famiglie. «Colpevolizzare i baristi – spiega Antonio Blanchard – è sbagliato. I genitori devono essere presenti». Blanchard crede molto anche nelle telecamere. Una c’è, ed è puntata proprio verso la via (chissà non arrivino novità nelle prossime ore). «Mentre un’altra la vorremmo di là, verso via San Martino». Intanto i negozianti, che hanno un fondo cassa, riacquisteranno quel che è stato sfasciato. Come dire, loro non mollano. Anche se resta il disagio per ciò che è accaduto. «Non c’è vigilanza adatta, presidio del territorio. Qui così come sulle Mura, ormai invivibili. E nelle periferie» accusa Alessia Baldi dell’Inferno più. Sconcertata pure Mirella Serrotti di Mirè, avvisata la mattina di domenica da un'amica. La responsabilità? «A mio parere – dice Stefania Ferrari, del Cagliostro – i genitori dovrebbero rendersi conto di come rientra un figlio minorenne la sera. Comunque ricordo che un tempo avevamo la polizia di quartiere. Ed era una sicurezza».
Intanto s'è fatto tardi. Meglio chiudere bene porte e saracinesche. La notte è lunga. E da qualche anno non è più la stessa.
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