Il Tirreno

Grosseto

«Scuola, Semproniano fuori da Santa Fiora»

Il vicesindaco Lucio Corsetti: è più giusto aggregarsi al comprensorio di Castel del Piano

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SEMPRONIANO. Anche Semproniano, per voce del vicesindaco Lucio Corsetti, interviene su Unione dei comuni amiatini e scuola. Su quest’ultima, da mesi Semproniano ha posto l’accento deliberando di voler uscire dal comprensivo di Santa Fiora per aggregarsi a Castel del Piano. La motivazione, più volte ribadita dal sindaco Miranda Brugi, sta nel fatto che si vuole per gli alunni una maggiore stabilità, la possibilità di avere una direzione e una segreteria sempre accessibili e disponibili e non essere continuamente nell’incertezza che quell’autonomia santafiorese salti. Semproniano ha sottolineato più volte che non gli interessa il paese dove avrà sede l’autonomia scolastica: gli basta avere certezze in fatto di stabilità. Invece l’Unione dei comuni Amiata grossetana, come ha ricordato il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, ha espresso il parere di lasciare, per adesso, le cose come sono e dunque anche Semproniano con Santa Fiora che sarà anche per quest’anno in stato di reggenza. Ma Corsetti contesta le dichiarazioni di Franci.

«Non mi risulta - dice - che la delibera della giunta dell’Unione approvata con i voti contrari dei sindaci di Semproniano e Santa Fiora abbia respinto la delibera della giunta del Comune di Semproniano poiché “in attesa dell’individuazione di un unico istituto comprensivo delibera che per l’anno 2016/17 le cose restino così”. Fino a quando su ogni argomento dobbiamo vivere in regime di prorogatio?Comunque la delibera di Semproniano c’è e l’amministrazione crede di essere nel giusto per garantire alle scuole le stesse possibilità degli altri comuni e chiedere a Provincia e Regione di rispettare decisioni che siano in linea con la necessaria riforma della struttura scolastica. Nella delibera non c’è scritto che l’Unione ha respinto la delibera del Comune di Semproniano. Franci dice “la questione è politica e su questo piano va trovato l’accordo”. I sindaci amiatini, escluso Roccalbegna, sono tutti di area Pd, quindi l’accordo con chi lo devono trovare? Inoltre il Pd amiatino mi pare abbia espresso la volontà di andare verso un Istituto comprensivo unico». Sull’Unione: «Concordo con Marini - dice Corsetti - nell’affermazione “nell’Unione o ci si crede o non ci si sta” e ritengo che la scelta più opportuna fosse stata la fusione, che avrebbe risolto molti dei problemi gestionali. Sono d’accordo perché i comuni dell’Amiata sono quasi tutti al di sotto dei 3000 abitanti e tutti obbligati a condividere le funzioni principali, perciò c’è poco da dire e molto da fare». (f.b.)

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