Il Tirreno

Grosseto

«Proteste motivate» Svolta per i profughi in Alta Maremma

di Gabriele Baldanzi
«Proteste motivate» Svolta per i profughi in Alta Maremma

L’associazione di Lucca che gestisce i centri a Roccastrada e Gavorrano riconosce i problemi: «Interverremo subito»

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ROCCASTRADA. Sono 25 nella struttura di Gerfalco, 45 a Roccastrada, 24 alla Castellaccia, 25 a Ribolla, 18 a Ghirlanda e 7 a Gavorrano. In totale 144. Presto ci saranno alcuni spostamenti. Sono infatti disponibili due appartamenti a Prata (dove potrebbero andare otto ragazzi bengalesi di Ghirlanda), ma soprattutto il centro di Paganico, per una parte di coloro che oggi sono ospitati a Roccastrada. Anche in Maremma, come in Sardegna e nel nord della Toscana, è l’associazione Partecipazione e Sviluppo a gestire buona parte dell’accoglienza, fin dai primi arrivi. Qui il braccio operativo dell’associazione è Luciano Fedeli, dipendente di PeS e responsabile dell’accoglienza nelle case e nei centri citati.

Nelle ultime settimane il suo operato è stato messo in discussione. Praticamente ogni volta in cui i profughi hanno platealmente protestato. Fedeli, sentito ieri al telefono, non vuole parlare. «Non sono autorizzato. La comunicazione deve passare dalla Prefettura. Parlerò quando sarà il momento. Posso dire solo che non mi sento sotto accusa o commissariato. Sicuramente saranno stati commessi degli errori, ma abbiamo delle attenuanti…». Di più non aggiunge. Cosa si contesta, a Roccastrada e alla Castellaccia in particolare, è presto detto: il cibo a volte non piace o arriva in ritardo, in alcune strutture c’è freddo, gli spazi sono eccessivamente ristretti, il wi-fi va e viene. E qualche criticità è stata registrata anche con il personale. La Prefettura è informata su tutto ciò che accade, sa quali sono i centri da monitorare, dove si può migliorare. La gestione locale dell’associazione Partecipazione e Sviluppo in questo momento è sotto osservazione. A parlare, chiedendo di non essere citati, sono alcuni operatori e mediatori delle strutture gestite da PeS. «I pagamenti arrivano in ritardo. Adesso sono mesi che non vediamo un euro. Stesso discorso per i fornitori. L’associazione è in difficoltà ad anticipare i soldi, ma lo comprendiamo. Noi continuiamo a metterci l’anima in questo lavoro e ritrovarsi continuamente alla ribalta della cronaca non fa piacere. Ai ragazzi richiedenti asilo viene offerto naturalmente il vitto e l’alloggio, ma anche altri servizi: dalle lezioni di italiano all’educazione civica, passando per l’assistenza sulle pratiche burocratiche che li riguardano, come il permesso di soggiorno, la domanda di asilo, l’assistenza sanitaria e i ricorsi». «È vero – commenta da Lucca Alessandro Ghionzoli, il presidente di Partecipazione e Sviluppo - come associazione ci troviamo in difficoltà a causa dei ritardi che si verificano nei versamenti dei fondi che l'Unione Europea garantisce per questi progetti. Siamo in contatto costante con la Prefettura di Grosseto, con i funzionari Di Iorio e Manzo, per cercare di migliorare le cose. Purtroppo ballano sul tavolo quasi 500 mila euro e l’associazione (che non ha fini di lucro, non emette fattura e non riceve crediti dalle banche) deve da mesi anticipare denaro che non sa quando rivedrà. Insomma, facciamo molta fatica. Tuttavia in Maremma, come altrove, abbiamo continuato a garantire i servizi basilari per i ragazzi, chiedendo sacrifici a operatori e fornitori». Mercoledì prossimo Ghionzoli sarà a Grosseto per incontrare il sindaco di Roccastrada. «Saremo più presenti - conclude - intanto confermo che Fedeli avrà al suo fianco un paio di persone per dargli una mano. Abbiamo sbagliato alcune scelte e in questa fase stiamo effettuando una correzione di rotta, oltre a venire incontro alle richieste dei giovani richiedenti asilo, visto che alcune lamentele erano legittime».

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