Sicurezza
Orbetello è in alto mare
Elezioni, c'è un’unica certezza: il candidato M5S. Per il resto solo voci e difficili alleanze
ORBETELLO. Anche Orbetello si è messa in marcia verso le elezioni amministrative del 2016. Il cammino si annuncia però quanto mai incerto dato che ancora, a parte il Movimento 5 Stelle, non ci sono nomi sicuri sui futuri candidati alla poltrona di primo cittadino.
Per il momento, infatti, l’unico a essere sceso ufficialmente in campo è Alfredo Velasco del Movimento 5 Stelle, scelto all’unanimità dagli attivisti pentastellati come “l’uomo nuovo” della politica orbetellana.
Tutti gli altri sono invece ancora in stand by, anche se alcuni nomi iniziano a circolare seppur in maniera del tutto informale e senza nessuna conferma da parte dei diretti interessati.
Di certo il nome sulla bocca di tutti è quello di Andrea Casamenti, capogruppo dell’opposizione consiliare di Patto per il Futuro, coalizione che si è presentata alla cittadinanza alcune settimane fa e che unisce Fratelli d’Italia di Orbetello, con Luca Minucci, La Lega nord di Michele Pianelli e la compagine della società civile con Matteo Mittica, Ivan Poccia e Marco della Sala. Con Patto per il Futuro anche gli altri consiglieri di minoranza, Luca Teglia, Stefano Covitto, Roberto Beradi e Chiara Piccini che cercheranno di «risollevare le sorti di un Comune ormai sceso nelle tenebre dopo cinque anni di amministrazione Paffetti».
In realtà il nome di Casamenti non è mai stato ufficializzato perché il gruppo ha sempre dichiarato che il nome del candidato sarà concertato insieme a tutti coloro che faranno parte del gruppo e comunicato entro fine anno. Fatto sta che Fabrizio Rossi, di Fratelli d’Italia, si lasciò scappare durante la presentazione del simbolo di Patto per il Futuro che il nome tanto atteso potrebbe essere proprio quello di Andrea Casamenti.
La questione potrebbe però non trovare tutti d'accordo, nel centrodestra lagunare, tanto che alcuni vorrebbero delle primarie per poter inserire fra i papabili a candidato anche Luca Minucci e Chiara Piccini. Insomma, non un nome imposto dall’alto ma un nome scelto dai cittadini.
Una cosa è certa, che sia Casamenti o meno il candidato di Patto per il Futuro, la compagine non risparmia bordate all’attuale amministrazione. Casamenti & co. hanno sempre stigmatizzato la scarsa coesione che ha caratterizzato il governo Paffetti e soprattutto non hanno risparmiato commenti al vetriolo su quella che è stata definita la “minoranza della maggioranza”, ossia gli assessori, Mario Chiavetta, Roberto Miralli e il presidente del consiglio comunale, Carlo Vaselli.
Questi ultimi tre sono infatti entrati a far parte delle Civiche Unite allontanandosi dall’attuale sindaco. Una mossa che Patto per il Futuro ha subito colto al balzo per definire la giunta Paffetti, «una giunta in cui ormai regna il caos assoluto con assessori in carica che presentano liste contro la Paffetti e poi vanno in giunta ad approvare con lei delibere come niente fosse. Un pessimo spettacolo per i cittadini».
Ed è proprio dalle Civiche Unite che potrebbe uscire il terzo nome del candidato. In tanti vociferano che potrebbe essere Mario Chiavetta, il quale però non ha mai detto una parola in proposito. Di certo Vaselli, Miralli e Chiavetta (per bocca di Vaselli, coordinatore), hanno dichiarato di rimanere al loro posto per «terminare ciò che abbiamo intrapreso e che sta dando i propri frutti. Siamo entrati a gamba tesa nell’amministrazione segnando un cambio di passo, adesso dobbiamo portare a termine ciò che abbiamo iniziato». Come a dire che, terminato il compito, al prossimo giro sono pronti a sganciarsi, o quantomeno a reclamare il ruolo più ambito in un’eventuale coalizione.
A complicare il già intricato affresco della politica lagunare, nei giorni scorsi è nato un altro movimento, Costa D'Argento Possibile: tanti volti di sinistra, ma nette distanze dal Pd locale per un gruppo che, pur ammettendo le disavventure capitate alla giunta Paffetti, si è dichiarato pronto a schierarsi per cercare di risollevare Orbetello dal disfacimento portato dalla Paffetti e dai suoi assessori. Al sindaco è stato rimproverato, per esempio, di non aver lottato abbastanza contro la Tirrenica; mentre, allargando lo sguardo a livello nazionale, il Movimento Possibile _dichiarandosi “sinistra riformista” _ si dice deluso da Matteo Renzi, avversario della destra e intenzionato a raccogliere consensi tra i giovani delusi dalla politica e da chi la fa.
In casa Pd, invece, su una eventuale ricandidatura del sindaco Monica Paffetti ancora nulla è dato sapere. «C’è da sciogliere alcuni nodi sulle candidature _ dice il primo cittadino lagunare _ così come sulle sulle coalizioni».
Morale, a Orbetello per ora, tolte le voci, le chiacchiere da bar e le discussioni sui social network, nulla è scontato. Se non il candidato del Movimento 5 Stelle, che se ne sta tranquillo a guardare cosa fanno i suoi avversari.
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