Gioco
«Impegnare i migranti in attività sociali»
Il sindaco di Roccastrada ha da tempo un’idea. Ne ha già parlato con il Coeso, con alcuni colleghi e con la Prefettura. Il Pd, il suo partito, lo sostiene in pieno. «In questi mesi, come...
Il sindaco di Roccastrada ha da tempo un’idea. Ne ha già parlato con il Coeso, con alcuni colleghi e con la Prefettura. Il Pd, il suo partito, lo sostiene in pieno.
«In questi mesi, come amministrazione - conferma Francesco Limatola - non ci siamo occupati direttamente dell’accoglienza, eppure i problemi connessi sono comunque arrivati sul mio tavolo. Io credo che l’attuale modello, fortemente centralizzato nelle mani del Ministero dell’Interno e delle Prefetture - idoneo nelle fasi di emergenza, limitate nel tempo – sia migliorabile e lavoreremo perché si passi a una fase di accoglienza integrata, in cui i Comuni devono essere coinvolti per governare un fenomeno che è ormai strutturato». Per Limatola bisogna individuare soluzioni che comportano non solo azioni organizzative, ma anche mutamenti nella sensibilità sociale. Il modello organizzativo della Toscana, con piccoli centri di accoglienza funziona. È una scelta (Roccastrada ne è testimone) che ha consentito un rapporto meno traumatico e impattante con le comunità locali. E i ragazzi sono gestibili in progetti di integrazione locali.
«Tuttavia - conclude Limatola - come sindaco avverto il bisogno di governare questo impatto, soprattutto trovando nuove modalità di relazione con la popolazione. Inoltre provo disagio nel sapere che esiste un business dell’accoglienza con strutture e imprese funzionali a governare il fenomeno e guadagnarci. Insisteremo perché qualcosa cambi. Per esempio - conclude il sindaco - vorrei che i richiedenti asilo fossero occupati in attività di educazione civica e/o socialmente utili in un proficuo scambio con il paese ospitante». (g.b.)
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