Sicurezza
Due consiglieri lasciano Bufera su Grossetofiere
I rappresentanti di Coldiretti e Confesercenti si dimettono dal cda. Sullo sfondo le tensioni per la Cciaa e l’ipotesi di Vivarelli Colonna in pista alle amministrative
GROSSETO. Laddove sembrava regnare la quiete assoluta si abbatte una tempesta dagli effetti imprevedibili. Nei cieli fin qui azzurri di Grossetofiere guizza un fulmine, anzi due: le dimissioni di due componenti del consiglio di amministrazione, Andrea Masini, funzionario della Coldiretti, e Graziano De Santis, vicepresidente vicario di Confesercenti.
Che qualcosa stesse per succedere, in seno al cda di Grossetofiere, era nell’aria già da settimane, e dunque, in questo senso, non si tratta di una sorpresa.
È difficile, però, comprendere le ragioni per cui un consiglio di amministrazione rinnovato da pochi mesi _ a luglio per la precisione _ e che aveva confermato all’unanimità Antonfrancesco Vivarelli Colonna, si rimetta in discussione in un momento in cui la società ha chiuso il proprio bilancio in attivo e ha, in sé, potenzialità di sviluppo che lasciano ben sperare per il futuro.
Sta di fatto che ieri, sul tavolo del presidente del presidente del collegio sindacale Chiara Mercatanti (e per conoscenza anche su quello del presidente della società, Vivarelli Colonna, che però era a Bologna impegnato con il cda di Conserve Italia), sono arrivate le lettere con le dimissioni di Masini e De Santis.
Il direttore provinciale di Coldiretti, Andrea Renna, non commenta. «Parleremo con il dottor Masini _ dice _ e al momento opportuno renderemo note le motivazioni». Ovviamente appare difficile che Masini abbia deciso di dimettersi senza averlo concordato, ma Renna è irremovibile nel suo no comment.
Sul fronte di Confesercenti la situazione non è poi tanto diversa. Graziano De Santis, che in questo momento fa anche le funzioni di vicepresidente vicario, rimanda a oggi ogni commento e spiegazione.
In sé le dimissioni dei due consiglieri non impediscono al cda di Grossetofiere di lavorare. Bisognerebbe che se ne dimettesse un terzo per provocare la caduta di tutto il cda, presidente compreso.
C’era anche questa ipotesi, tra le voci che giravano alcune settimane fa, e si parlava delle possibili dimissioni del rappresentante del Comune di Grosseto, Valeria Massellucci; ma fu proprio il sindaco Emilio Bonifazi a smentire, in quel momento, la voce che circolava.
Coldiretti e Confesercenti, a quanto pare, hanno reputato maturi i tempi per mettere in discussione il cda e la presidenza di Vivarelli Colonna. Il sindaco Bonifazi, però, non sembra disponibile a prestarsi ad alcun gioco.
Aleggia il dubbio, infatti, che si stia consumando su Grossetofiere il finale della partita per il rinnovo del presidente della Camera di commercio. Non è un mistero infatti che Vivarelli Colonna fosse più propenso a sostenere Carla Palmieri, insieme alla Confartigianato di Giovanni Lamioni, e non è un mistero il fatto che decisivi, per l’elezione di Riccardo Breda siano stati proprio i voti di Coldiretti. Né c’è da escludere che l’insistente voce di una candidatura di Vivarelli Colonna a sindaco di Grosseto per il centrodestra possa avere un ruolo nell’improvviso terremoto.
Solo fantasie? Può darsi, ma diversamente significherebbe rischiare di buttare alle ortiche il lavoro di oltre un anno, che ha portato Grossetofiere dallo spettro di un ridimensionamento pesante, se non una liquidazione, a un suo possibile ingresso nel capitale sociale della Fiera di Vicenza.
Emilio Bonifazi conferma comunque che al momento il rappresentante delle istituzioni locali nel cda non si è dimesso. «Vedremo _ dice _ quali sono le motivazioni delle dimissioni degli altri due consiglieri, anche in considerazione del fatto che l’operato della società non è mai stato contestato. Noi siamo una presenza istituzionale, non ci prestiamo ad alcun gioco. Certo _conclude _ si parla spesso male della politica, ma anche il mondo della rappresentanza non dimostra di essere classe dirigente».
Vivarelli Colonna da parte sua si dice sorpreso. «Avevo sentito anche io voci in merito a possibili dimissioni, ma non avevo avuto avvisaglie concrete», dice. «In ogni caso il cda resta pienamente operativo e, anzi, lo convocherò al più presto proprio per capire cosa stia succedendo. Per il resto, andiamo avanti con i nostri programmi».
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